approvato il bilancio 2016
Gruppo Hera, indicatori in aumento dai ricavi all’utile
Consiglio di Amministrazione del Gruppo Hera ha approvato ieri all’unanimità i risultati economici consolidati al 31 dicembre 2016, unitamente al Bilancio di Sostenibilità.L’esercizio si è concluso...
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Consiglio di Amministrazione del Gruppo Hera ha approvato ieri all’unanimità i risultati economici consolidati al 31 dicembre 2016, unitamente al Bilancio di Sostenibilità.
L’esercizio si è concluso per il Gruppo Hera con tutti gli indicatori economico-finanziari in crescita rispetto al 2015 e risultati superiori alle attese. Risultati particolarmente positivi che sono stati raggiunti grazie alla consolidata strategia multibusiness, che ha permesso al Gruppo di bilanciare con successo le attività regolamentate con quelle a libero mercato, mantenendo al contempo un profilo di rischio sostenibile. Nel 2016 i ricavi sono stati pari a 4.460,2 milioni di euro, in linea con i 4.487,0 milioni dell’esercizio precedente. Questo risultato è frutto dei minori ricavi nei servizi regolati, determinati dalla recente evoluzione normativa, e dei minori ricavi della vendita e trading di energia elettrica e gas, a seguito del calo del prezzo della materia prima.
Il margine operativo lordo sale a 916,6 milioni di euro, in netta crescita rispetto agli 884,4 milioni del 2015 (+3,6%). Alla crescita del margine operativo lordo hanno contribuito tutti i principali business del portafoglio.
L’utile operativo cresce a 457,1 milioni di euro, rispetto ai 442,2 milioni del 2015 (+3,4%), mentre l’utile prima delle imposte aumenta a 339,6 milioni di euro (+10,3% rispetto ai 307,9 milioni del 2015), grazie al miglioramento della gestione finanziaria per circa 17 milioni di euro rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Le buone performance sono dovute in particolare al minor indebitamento medio, all’efficienza sui tassi e ai maggiori proventi per recupero di indennità di mora su clienti in salvaguardia.
L’utile di pertinenza degli azionisti del Gruppo sale a 207,3 milioni di euro, in aumento del 14,8% rispetto ai 180,5 milioni del 2015, anche per via di un sensibile miglioramento del tax rate, che passa dal 36,9% al 35,1% (grazie ai benefici conseguenti all’applicazione della “patent box” e del credito d’imposta.
L’esercizio si è concluso per il Gruppo Hera con tutti gli indicatori economico-finanziari in crescita rispetto al 2015 e risultati superiori alle attese. Risultati particolarmente positivi che sono stati raggiunti grazie alla consolidata strategia multibusiness, che ha permesso al Gruppo di bilanciare con successo le attività regolamentate con quelle a libero mercato, mantenendo al contempo un profilo di rischio sostenibile. Nel 2016 i ricavi sono stati pari a 4.460,2 milioni di euro, in linea con i 4.487,0 milioni dell’esercizio precedente. Questo risultato è frutto dei minori ricavi nei servizi regolati, determinati dalla recente evoluzione normativa, e dei minori ricavi della vendita e trading di energia elettrica e gas, a seguito del calo del prezzo della materia prima.
Il margine operativo lordo sale a 916,6 milioni di euro, in netta crescita rispetto agli 884,4 milioni del 2015 (+3,6%). Alla crescita del margine operativo lordo hanno contribuito tutti i principali business del portafoglio.
L’utile operativo cresce a 457,1 milioni di euro, rispetto ai 442,2 milioni del 2015 (+3,4%), mentre l’utile prima delle imposte aumenta a 339,6 milioni di euro (+10,3% rispetto ai 307,9 milioni del 2015), grazie al miglioramento della gestione finanziaria per circa 17 milioni di euro rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Le buone performance sono dovute in particolare al minor indebitamento medio, all’efficienza sui tassi e ai maggiori proventi per recupero di indennità di mora su clienti in salvaguardia.
L’utile di pertinenza degli azionisti del Gruppo sale a 207,3 milioni di euro, in aumento del 14,8% rispetto ai 180,5 milioni del 2015, anche per via di un sensibile miglioramento del tax rate, che passa dal 36,9% al 35,1% (grazie ai benefici conseguenti all’applicazione della “patent box” e del credito d’imposta.
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