Il valore aggiunto a +0,9% La ripresa è ancora lenta
Gli scenari indicano la crescita nell’industria, costruzioni ancora col segno meno L’export calato del 13,2% per l’andamento negativo del mercato statunitense
3 MINUTI DI LETTURA
La ripresa è ancora troppo flebile, una decisa inversione di tendenza ancora non c'è. Qualche segnale positivo arriva dall’industria, tuttavia l’edilizia fatica a recuperare fiato e il calo delle vendite nel settore del commercio non si ferma. A dirlo è l’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara che ha diffuso i dati congiunturali al quarto trimestre 2016 e gli scenari previsionali del primo trimestre 2017. Secondo gli scenari di Prometeia, il valore aggiunto della nostra provincia nell’anno in corso dovrebbe salire dello 0,9% grazie, in particolare, al +2% dell’industria e al +0,6% dei servizi.
Per ciò che riguarda il commercio internazionale, il trend negativo del 2016 (-13,2%) si è parzialmente ridimensionato a novembre e dicembre. La diminuzione degli affari è stata determinata essenzialmente dall’andamento negativo sul mercato statunitense, dove è diretto ora meno del 16% dell’export ferrarese; nello stesso periodo dello scorso anno rappresentava più di un quarto del totale. E qui hanno inciso le grandi fabbriche come la Vm. A pesare è soprattutto l’automotive. Aumentano invece le esportazioni in Europa, in particolare verso la Germania. I risultati della rilevazione sulla congiuntura evidenziano un’accelerazione nella ripresa che pare ora coinvolgere anche le imprese di minor dimensione. Secondo i dati della rilevazione di gennaio, prosegue la tendenza positiva del settore manifatturiero, aumentando l’intensità della crescita rispetto ai tre mesi precedenti, senza però riuscire a neutralizzare completamente l’andamento negativo dei prime tre mesi dell’anno. Le previsioni per il primo trimestre 2017 sono comunque orientate ancora verso la stabilità e la prudenza. Il commercio conferma il trend negativo degli scorsi trimestri, trascinato dai comparti al dettaglio. Più consistente la riduzione delle vendite per i prodotti alimentari (-3,1%), mentre per la grande distribuzione la variazione positiva rallenta (+0,1%). Già dal primo trimestre del 2015 il settore delle costruzioni ha registrato i primi segnali di recupero. Il 2016 si è concluso con il volume d’affari ancora in aumento, anche se il trend risulta rallentato rispetto all’anno precedente. Allo stesso tempo il mercato immobiliare nel corso 2016 ha confermato il trend positivo evidenziato l’anno precedente: il numero di transazioni del mercato residenziale ferrarese ha continuato la risalita. Sembra si stiano così progressivamente esaurendo le indicazioni in negativo degli ultimi anni, anche se siamo ancora ben al di sotto dei volumi che si rilevavano dieci anni fa: a fronte delle 3.523 transazioni normalizzate del 2016, nel 2006 se ne contavano 7.743.
Per il mercato del lavoro si rilevano alcuni segnali di miglioramento. Secondo la rilevazione Istat, a Ferrara calano le persone in cerca di occupazione (da 20mila a 17mila), mentre aumentano gli occupati, meno di quanto avvenuto nel corso del 2015 (+1.000 unità a fronte di +3.000 nel 2015), grazie alla crescita in agricoltura, soprattutto nella sua componente autonoma. A destare più preoccupazione i dati relativi agli ammortizzatori sociali: mentre prosegue il contenimento della cassa integrazione a livello nazionale, i dati provinciali registrano aumenti. Nel 2016 sono state richieste dalle imprese ferraresi oltre 5 milioni di ore, più del doppio rispetto allo scorso anno.
Fabio Terminali
Per ciò che riguarda il commercio internazionale, il trend negativo del 2016 (-13,2%) si è parzialmente ridimensionato a novembre e dicembre. La diminuzione degli affari è stata determinata essenzialmente dall’andamento negativo sul mercato statunitense, dove è diretto ora meno del 16% dell’export ferrarese; nello stesso periodo dello scorso anno rappresentava più di un quarto del totale. E qui hanno inciso le grandi fabbriche come la Vm. A pesare è soprattutto l’automotive. Aumentano invece le esportazioni in Europa, in particolare verso la Germania. I risultati della rilevazione sulla congiuntura evidenziano un’accelerazione nella ripresa che pare ora coinvolgere anche le imprese di minor dimensione. Secondo i dati della rilevazione di gennaio, prosegue la tendenza positiva del settore manifatturiero, aumentando l’intensità della crescita rispetto ai tre mesi precedenti, senza però riuscire a neutralizzare completamente l’andamento negativo dei prime tre mesi dell’anno. Le previsioni per il primo trimestre 2017 sono comunque orientate ancora verso la stabilità e la prudenza. Il commercio conferma il trend negativo degli scorsi trimestri, trascinato dai comparti al dettaglio. Più consistente la riduzione delle vendite per i prodotti alimentari (-3,1%), mentre per la grande distribuzione la variazione positiva rallenta (+0,1%). Già dal primo trimestre del 2015 il settore delle costruzioni ha registrato i primi segnali di recupero. Il 2016 si è concluso con il volume d’affari ancora in aumento, anche se il trend risulta rallentato rispetto all’anno precedente. Allo stesso tempo il mercato immobiliare nel corso 2016 ha confermato il trend positivo evidenziato l’anno precedente: il numero di transazioni del mercato residenziale ferrarese ha continuato la risalita. Sembra si stiano così progressivamente esaurendo le indicazioni in negativo degli ultimi anni, anche se siamo ancora ben al di sotto dei volumi che si rilevavano dieci anni fa: a fronte delle 3.523 transazioni normalizzate del 2016, nel 2006 se ne contavano 7.743.
Per il mercato del lavoro si rilevano alcuni segnali di miglioramento. Secondo la rilevazione Istat, a Ferrara calano le persone in cerca di occupazione (da 20mila a 17mila), mentre aumentano gli occupati, meno di quanto avvenuto nel corso del 2015 (+1.000 unità a fronte di +3.000 nel 2015), grazie alla crescita in agricoltura, soprattutto nella sua componente autonoma. A destare più preoccupazione i dati relativi agli ammortizzatori sociali: mentre prosegue il contenimento della cassa integrazione a livello nazionale, i dati provinciali registrano aumenti. Nel 2016 sono state richieste dalle imprese ferraresi oltre 5 milioni di ore, più del doppio rispetto allo scorso anno.
Fabio Terminali
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
