La Cgil attacca la gestione delle urgenze a Cona
La Funzione Pubblica: un scelta da rivedere, da ripensare e da cancellare Accuse pesanti anche alla politica per i silenzi sulla vicenda sanitaria
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«Ormai il vaso è colmo, si susseguono senza sosta le richieste di intervento a mettere ordine, a quella che ormai senza ombra di dubbio può essere definita una scelta sbagliata, la riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza dell’Ospedale di Cona. Non c’è operatore sanitario, sia esso medico o infermiere, che lavora in Ospedale che non pensi che scegliere di usare il reparto di Medicina e Chirurgia di Urgenza come “Contenitore” sia una scelta da rivedere, da ripensare e il prima possibile da cancellare».
Non usa mezzi termini il sindacato della funzione pubblica della Cgil per analizzare la situazione dei servizi dell’ospedale di Cona che giudica sbagliata la collocazione degli spazi, la dotazione organica, la dotazione strumentale. In particolare si punta il dito sulle lamentele elevate anche da chi lavoro in quei reparti
«E non siamo solo noi a dirlo - precisa il sindacato - ne sono convinti tutti, tutte le persone di buon senso che ogni giorno lavorano in quel reparto. Lo sanno tutti gli operatori della sanità che ogni giorno vivono l’ospedale di Cona. Malgrado nessuno riesce a capacitarsi del perché ci si deve ridurre a umiliare così tanto il lavoro di medici, infermieri e operatori socio sanitari, c’è una parte della città che sta zitta, non sente il grido di allarme che arriva dai lavoratori della Sanità».
La politica, le Istituzioni, le associazioni? Dove sono, si chiede l’Fp Cgil.
«Silenzio totale - si dà anche la risposta - un silenzio assordante che non può che far paura. È evidente che le scelte compiute derivano anche dal fatto che chi le ha decise non vive nel nostro territorio, è qui di passaggio, la sera e il fine settimana torna nella propria casa lontano da Ferrara ed è per ciò che non ne subisce gli effetti».
«Ma la politica ? La società civile? Dove sono, in cosa altro di importantissimo sono concentrati? Assessori regionali, provinciali, Sindaci, Presidenti, avete a cuore la salute dei cittadini? - si chiede ancora il sindacato - Se tutti gli operatori sanitari evidenziano le criticità rispetto al modello incomprensibile proposto, voi che fate, state a guardare?».
Se la direzione aziendale è sorda parli la politica e dica ai ferraresi perché oltre i tagli alla sanità, che il male comune dell’Italia di questi anni, qui a Ferrara si compiono scelte di difficile comprensione e impossibili da condividere in quanto l’unico effetto che hanno creato, a parte il risparmio sul personale, è il disagio degli operatori ed il pericolo per i pazienti. Non dovete necessariamente rispondere al sindacato, rispondete ai medici, agli infermieri e agli operatori socio sanitari che lavorano in reparti come la Medicina e Chirurgia d’Urgenza ma non solo; perché essi hanno il diritto ad avere risposte, sono coloro che si assumono, nel quotidiano, nei fatti la responsabilità e non stando dietro ad una scrivania. Rispondete ai pazienti costretti a vivere sulla propria pelle il pericolo evidenziato anche dai medici nell’ultima lettera alla direzione generale».
«La Funzione Pubblica Cgil di Ferrara l - conclude il sindacato - ascolterà con il dovuto rispetto quello che avrete da dire, ma non rimarrà insensibile ed inerme alle scelte che avete intenzione di fare».
Non usa mezzi termini il sindacato della funzione pubblica della Cgil per analizzare la situazione dei servizi dell’ospedale di Cona che giudica sbagliata la collocazione degli spazi, la dotazione organica, la dotazione strumentale. In particolare si punta il dito sulle lamentele elevate anche da chi lavoro in quei reparti
«E non siamo solo noi a dirlo - precisa il sindacato - ne sono convinti tutti, tutte le persone di buon senso che ogni giorno lavorano in quel reparto. Lo sanno tutti gli operatori della sanità che ogni giorno vivono l’ospedale di Cona. Malgrado nessuno riesce a capacitarsi del perché ci si deve ridurre a umiliare così tanto il lavoro di medici, infermieri e operatori socio sanitari, c’è una parte della città che sta zitta, non sente il grido di allarme che arriva dai lavoratori della Sanità».
La politica, le Istituzioni, le associazioni? Dove sono, si chiede l’Fp Cgil.
«Silenzio totale - si dà anche la risposta - un silenzio assordante che non può che far paura. È evidente che le scelte compiute derivano anche dal fatto che chi le ha decise non vive nel nostro territorio, è qui di passaggio, la sera e il fine settimana torna nella propria casa lontano da Ferrara ed è per ciò che non ne subisce gli effetti».
«Ma la politica ? La società civile? Dove sono, in cosa altro di importantissimo sono concentrati? Assessori regionali, provinciali, Sindaci, Presidenti, avete a cuore la salute dei cittadini? - si chiede ancora il sindacato - Se tutti gli operatori sanitari evidenziano le criticità rispetto al modello incomprensibile proposto, voi che fate, state a guardare?».
Se la direzione aziendale è sorda parli la politica e dica ai ferraresi perché oltre i tagli alla sanità, che il male comune dell’Italia di questi anni, qui a Ferrara si compiono scelte di difficile comprensione e impossibili da condividere in quanto l’unico effetto che hanno creato, a parte il risparmio sul personale, è il disagio degli operatori ed il pericolo per i pazienti. Non dovete necessariamente rispondere al sindacato, rispondete ai medici, agli infermieri e agli operatori socio sanitari che lavorano in reparti come la Medicina e Chirurgia d’Urgenza ma non solo; perché essi hanno il diritto ad avere risposte, sono coloro che si assumono, nel quotidiano, nei fatti la responsabilità e non stando dietro ad una scrivania. Rispondete ai pazienti costretti a vivere sulla propria pelle il pericolo evidenziato anche dai medici nell’ultima lettera alla direzione generale».
«La Funzione Pubblica Cgil di Ferrara l - conclude il sindacato - ascolterà con il dovuto rispetto quello che avrete da dire, ma non rimarrà insensibile ed inerme alle scelte che avete intenzione di fare».
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