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«Loro sono abusivi, ma devo pagare io» 

«Loro sono abusivi, ma devo pagare io» 

Casa occupata illegalmente e riempita di cani. La proprietaria per liberare l’immobile dovrebbe mantenere 70 animali

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I settanta cani, e oltre, sono ancora lì. Gli occupanti abusivi della casa anche. Lo sfratto resta esecutivo, così come la disposizione del giudice che impone alla legittima proprietaria della casa a provvedere a sue spese agli animali. Non ha fatto un solo passo in avanti la paradossale vicenda della casa di via Catena 22, di fatto presa in ostaggio dal 2008 da due inquilini abusivi e da un branco di cani tipo shitzu. L’unico cambiamento, in peggio, si registra nelle condizioni delle proprietarie dell’immobile, la signora Emilia Gavioli e la sua anziana mamma, che dopo anni di battaglia a colpi di carte bollate, sentenze e inutili interventi di ufficiali giudiziari sono sempre più avvilite e sfiduciate. Da anni non vedono un euro di affitto e la loro casa continua a essere occupata da un uomo e dalla sua compagna che non hanno alcun titolo per abitarvi, perché il contratto d’affitto era stato stipulato - nel lontano 2008 - con la mamma di lui. La proprietaria ha ottenuto dal tribunale lo sfratto esecutivo già diversi anni fa, ma tutto è rimasto sulla carta perché la coppia non sa dove collocare i cani e questi - secondo il tribunale - devono essere mantenuti dalla signora Gavioli finché non sarà trovata un’altra collocazione. Con la minaccia, da parte del padrone dei cani, di beccarsi pure una denuncia se non dovesse provvedere adeguatamente. Va da sè che la signora ha sempre rifiutato di prendersi carico delle bestiole e, in mancanza di una soluzione, la vicenda è approdata a un perenne stallo. Anche in un’ordinanza più recente il giudice D’Alonzo ha stabilito che la signora Gavioli «non può esimersi dall'anticipare le spese relative alla sopravvivenza degli animali».
«Ma come è possibile - protesta la donna - non considerare l’abnormità dell’impegno che ci viene richiesto». A spanne, sono circa 3000 euro al mese, a cui aggiungere oltre cinquantamila euro di affitto non pagato, i danni all’immobile, le spese legali e anche le tasse, visto che in questi anni la signora Gavioli ha dovuto pure pagare l’Imu sulla seconda casa. «A causa di ciò - si sfoga la donna - io e mia madre siamo attualmente in difficoltà economiche. Sto pensando con angoscia alle prossime scadenze fiscali: Imu e tasse varie».
Gli appelli alle istituzioni finora sono di fatto cadute nel vuoto: «È come finire contro un muro di gomma - continua la proprietaria dell’immobile occupato, tornando a sollecitare un mandato giudiziario, condizione ritenuta necessaria anche dal Comune e dall’Asl per poter intervenire. E porre fine a una situazione assurda e inaccettabile, in cui le conseguenze ricadono non su chi ha compiuto un abuso, ma su chi ne è vittima.
Alessandra Mura

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