Via libera dalla Regione al reddito di solidarietà
Ne beneficia chi ha un reddito Isee inferiore ai 3mila euro ed è residente da 2 anni Contributi da 80 euro fino a un massimo di 400. Tutte le regole per l’ accesso
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Via libera al reddito di solidarietà. Ieri in Assemblea legislativa regionale è arrivato il parere di congruità tra il regolamento attuativo della legge e lo Statuto regionale: un passo necessario per rendere operativa la misura di contrasto alla povertà assoluta e di sostegno al reddito.
I requisiti. Un aiuto che la Regione ha voluto introdurre, subordinandolo al possesso di due requisiti: il reddito Isee inferiore ai 3.000 euro e la residenza in regione da almeno 24 mesi. Contemporaneamente, però, il capofamiglia dovrà aderire ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e inserimento lavorativo. Un percorso obbligatorio, da seguire per ottenere, e soprattutto mantenere, il contributo economico - erogato tramite carta prepagata - fissato da un minimo di 80 euro per i nuclei composti da una sola persona, a un massimo di 400 euro al mese per quelli composti da 5 o più membri.
Impegni da sottoscrivere. Nello specifico, l’impegno che i beneficiari dovranno sottoscrivere con i Servizi sociali territoriali e, nel caso dell’avvio lavorativo, con i Centri per l’impiego, è quello di svolgere determinate attività, quali: mantenere i contatti con i servizi sociali; dedicarsi in modo assiduo alla ricerca del lavoro e accettare eventuali offerte; partecipare a corsi di formazione o riqualificazione professionale; mandare i figli a scuola, tutelare la propria salute e quella degli altri componenti della famiglia (azioni di prevenzione e cura). Gli impegni che i destinatari dovranno assumere saranno esplicitati nei singoli progetti,che le equipe multidisciplinari dei Servizi sociali elaboreranno sulla base dei bisogni e delle potenzialità di ciascuna famiglia.
Regole per l’accesso.
Il regolamento stabilisce le modalità per accedere al Res: la domanda deve essere presentata da uno dei componenti il nucleo familiare presso gli sportelli sociali del Comune di residenza, tramite apposito modello corredato da tutte le dichiarazioni individuate nel Regolamento attuativo.
Al momento della domanda, i richiedenti dichiarano i propri dati attraverso documenti ufficiali (ad esempio la dichiarazione Isee) o con l’autocertificazione. Per quanto riguarda i controlli, tutti i dati vengono verificati attraverso le banche dati in possesso dell’Inps o attraverso i dati dei Comuni. La Regione intende attivare un protocollo di collaborazione con la Guardia di Finanza per individuare e punire eventuali false dichiarazioni da parte dei richiedenti il beneficio.
Incompatibilità. Altre regole riguardano le condizioni di incompatibilità da parte del nucleo familiare per l’accesso alla misura:godimento della nuova prestazione di Assicurazione sociale per l’Impiego (NASpI), l’Assegno di disoccupazione (Asdi), o altro ammortizzatore sociale con riferimento agli strumenti di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria. È inoltre incompatibile la fruizione del Sia (Sostegno per l’inclusione attiva) da parte del nucleo familiare beneficiario.
Durata. Il reddito di solidarietà dura al massimo un anno; per poterne farne nuovamente richiesta, dovranno passare almeno 6 mesi.
I requisiti. Un aiuto che la Regione ha voluto introdurre, subordinandolo al possesso di due requisiti: il reddito Isee inferiore ai 3.000 euro e la residenza in regione da almeno 24 mesi. Contemporaneamente, però, il capofamiglia dovrà aderire ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e inserimento lavorativo. Un percorso obbligatorio, da seguire per ottenere, e soprattutto mantenere, il contributo economico - erogato tramite carta prepagata - fissato da un minimo di 80 euro per i nuclei composti da una sola persona, a un massimo di 400 euro al mese per quelli composti da 5 o più membri.
Impegni da sottoscrivere. Nello specifico, l’impegno che i beneficiari dovranno sottoscrivere con i Servizi sociali territoriali e, nel caso dell’avvio lavorativo, con i Centri per l’impiego, è quello di svolgere determinate attività, quali: mantenere i contatti con i servizi sociali; dedicarsi in modo assiduo alla ricerca del lavoro e accettare eventuali offerte; partecipare a corsi di formazione o riqualificazione professionale; mandare i figli a scuola, tutelare la propria salute e quella degli altri componenti della famiglia (azioni di prevenzione e cura). Gli impegni che i destinatari dovranno assumere saranno esplicitati nei singoli progetti,che le equipe multidisciplinari dei Servizi sociali elaboreranno sulla base dei bisogni e delle potenzialità di ciascuna famiglia.
Regole per l’accesso.
Il regolamento stabilisce le modalità per accedere al Res: la domanda deve essere presentata da uno dei componenti il nucleo familiare presso gli sportelli sociali del Comune di residenza, tramite apposito modello corredato da tutte le dichiarazioni individuate nel Regolamento attuativo.
Al momento della domanda, i richiedenti dichiarano i propri dati attraverso documenti ufficiali (ad esempio la dichiarazione Isee) o con l’autocertificazione. Per quanto riguarda i controlli, tutti i dati vengono verificati attraverso le banche dati in possesso dell’Inps o attraverso i dati dei Comuni. La Regione intende attivare un protocollo di collaborazione con la Guardia di Finanza per individuare e punire eventuali false dichiarazioni da parte dei richiedenti il beneficio.
Incompatibilità. Altre regole riguardano le condizioni di incompatibilità da parte del nucleo familiare per l’accesso alla misura:godimento della nuova prestazione di Assicurazione sociale per l’Impiego (NASpI), l’Assegno di disoccupazione (Asdi), o altro ammortizzatore sociale con riferimento agli strumenti di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria. È inoltre incompatibile la fruizione del Sia (Sostegno per l’inclusione attiva) da parte del nucleo familiare beneficiario.
Durata. Il reddito di solidarietà dura al massimo un anno; per poterne farne nuovamente richiesta, dovranno passare almeno 6 mesi.
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