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Caso Felletti, gelo tra Pd e Mdp 

Caso Felletti, gelo tra Pd e Mdp 

Vitellio: l’assessore spieghi il cambio di casacca, vigileremo sul suo operato

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Resta alta la tensione tra Pd e Mdp-Articolo 1 dopo il cambio di casacca dell’assessore Annalisa Felletti, che è passata da Sel ai bersaniani. «Il Pd a Ferrara vigilerà attentamente sul mandato dato dal sindaco Tagliani all’assessora, mettendo in primo piano il rispetto assoluto del rapporto con i cittadini e non con formazioni politiche che, purtroppo, cambiano dal giorno alla notte» ha messo per iscritto il segretario provinciale dem, Luigi Vitellio, annunciando al più presto «una riunione di maggioranza con Felletti, per spiegare direttamente le posizioni di Mdp, che non sta sempre votando con la maggioranza di governo a livello nazionale». La riunione sarà convocata nei prossimi giorni, e riguarderà evidentemente anche Sinistra italiana.
Non usa la parola «verifica di giunta», il segretario Pd, anche per non invadere il campo del sindaco, ma è chiaro che il cambio all’interno della maggioranza non sarà automatico. Anche perché le modalità del passaggio hanno fatto calare il gelo tra Felletti e il segretario-capogruppo, «la volatilità delle formazioni politiche deve essersi riflessa anche sulla capacità comunicativa dell’assessora: infatti, abbiamo appreso tutti dalla stampa del cambio di casacca e non, come buoni rapporti di maggioranza vorrebbero, in un percorso condiviso all’interno sia della giunta che dei gruppi consigliari di maggioranza. Ulteriore elemento di scarsa chiarezza - aggiunge Vitellio - è quanto appreso dall’assessora, sempre dalla stampa, ovvero che manterrà fede al programma elettorale con cui è approdata in giunta; in sostanza, “farà finta” di essere ancora in Sel, pur avendo cambiato partito e ciò, per quanto mi riguarda, assume i connotati di una mera operazione di apparato, ignorando ciò che conta veramente: il rapporto con i cittadini».
A Vitellio, per sovrappiù, non è piaciuta la difesa da parte del leader regionale Mdp e assessore, Massimo Mezzetti, sul dialogo che ora il Pd chiede: «Dichiarazioni che stridono (e non poco) con il sempre aperto rapporto di dialogo che il sottoscritto ha tenuto. Il problema vero è sempre stato con chi intrattenerlo: infatti, il caos che in questi anni ha investito Sel prima e Si poi, non solo a Ferrara (su cui ci sarebbe tanto da dire) ma anche a livello nazionale, non mi ha permesso d’individuare un interlocutore che, un secondo dopo, non venisse screditato da una fazione o l’altra all’interno dello stesso partito». (s.c.)
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