Ferrara e i furbetti del terremoto: bloccati 4 milioni di euro
Indagini della Guardia di finanza, stoppata l’erogazione di contributi non dovuti. Sette persone nei guai: avevano chiesto fondi per case inagibili prima del sisma
FERRARA. In questo contesto è proprio il caso di dirlo: furbetti. Perché avevano chiesto di ottenere contributi/risarcimento assolutamente non dovuti. Un esempio? Il più classico: le case per le quali chiedevano di percepire soldi dallo Stato, erano in realtà case inagibili molto tempo prima del terremoto, e quindi anche un euro versato a questi signori (euro prelevato dal fondo vittime del terremoto) sarebbe stato illecito. Tanto che gli interventi della finanza hanno accertato una indebita percezione di contributi pubblici per oltre 60 mila euro, mentre ammontano a 4 milioni di euro quelli richiesti e per i quali è stata immediatamente bloccata la stessa erogazione.
Ma questo è soltanto uno dei numerosi esempi illustrati ieri dal comandante della Guardia di finanza di Ferrara, colonnello Sergio Lancerin, che nella caserma di via Palestro ha presentato il bilancio 2016 della corposa attività investigativa posta in essere dalla Finanza e dei risultati raggiunti grazie a questa attività. Così si è potuti arrivare anche a colpire 46 evasori totali, sconosciuti al fisco, e a denunciare 77 persone.
Una parte molto rilevante (anche per l’impatto potenziale sulla salute dei cittadini) di questa attività è stata riservata a quello che comunemente viene definito abusivismo commerciale, cioè alla vendita illegale di merce. La Guardia di finanza in questo caso (con la collaborazione quotidiana delle tenenze di Cento e Comacchio, e della brigata di Codigoro) ha addirittura tolto dal mercato illegale qualcosa come 20 mila articoli, tra i quali molti di questi sono risultati altamente nocivi alla salute, in alcuni casi si trattava di giochi “rivolti” quindi a bambini. Per non parlare della contraffazione di marchi e brevetti, della pirateria audiovisiva e della messa al bando di prodotti ingannevoli.
Attraverso l’utenza 117, che opera ed è disponibile 24 ore su 24 tutti i giorni, è stato inoltre possibile garantire un controllo del territorio. In particolare il comandante Lancerin ha ricordato i costanti «controlli in quello è definito quartiere Gad, dove più massiccia è la penetrazione di droga o personaggi legati ai traffici dello sfruttamento della prostituzione. I cittadini - ha voluto confermare Lancerin - sanno che possono trovare nella Guardia di finanza un presidio costante di sostegno ed aiuto».
Allo stesso modo sono stati “fermati” , in quanto da non erogare, fondi provenienti dall’Unione Europea, mentre indagini hanno consentito di annotare irregolarità anche nei fondi strutturali di diversa provenienza. Due denunce hanno riguardato tecnici di enti pubblici per abuso d’ufficio. Nemmeno il mare è rimasto “intatto”: difatti, sulle coste ferraresi sono state sequestrate attrezzature illegali per 8 mila euro. Inoltre è stato sequestrato dalla finanza un peschereccio sprovvisto di autorizzazione alla pesca.
Controlli e denunce anche in aziende che hanno impiegato “lavoratori” non in regola. Lancerin ha inoltre ricordato che, per legge, «se più del 20% delle persone impiegate in un’azienda risulta irregolare, la stessa azienda viene automaticamente chiusa». Un’attività che ha riguardato, infine, anche i testi universitari fotocopiati in barba ai divieti posti dalla legge in materia di diritto d’autore.
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