La giunta approva i bandi per start up
Bondeno, interessati cinque imprenditori della provincia No a case da gioco. Bergamini: solo domande pertinenti
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BONDENO. I bandi delle nuove start-up proseguono il loro iter, dopo la fase di sperimentazione avviata nello scorso anno. Lunedì sera, la giunta ha incassato il voto dell’intero consiglio comunale, incluso il Pd, sul proseguimento dell’esperienza. Mentre il sindaco di Bondeno, Fabio Bergamini, ha tenuto a precisare che l’amministrazione procede in maniera «flessibile, osservando costantemente la richiesta di nuove competenze e servizi, sul territorio comunale», in modo da incanalare nel modo giusto le risorse derivanti dai bandi per le aziende e micro-imprese innovative. Per fare alcuni esempi, massima attenzione sarà riservata al settore della «comunicazione digitale, informatica, alla produzione di strumenti audio-visivi, oltreché dell’intrattenimento», ha detto il sindaco all’assemblea. Insomma, uniformità di intenti da parte dell’assise, anche perché nel confronto con i gruppi consiliari il dialogo con le forze politiche, anche di opposizione, pare aperto. Cinque, intanto, le nuove aziende che stanno muovendo i primi passi dopo l’istituzione sperimentale dei bandi, un anno fa. Dei 5 nuovi imprenditori, due sono riferiti a candidati di Cento e Masi Torello, ma la maggioranza delle domande riguarda nuove aziende condotte da cittadini matildei. Il sindaco ha anche precisato che non ci possono essere scappatoie per proposte che non rientrino nelle fattispecie previste dai bandi.
Il segretario Pd, Tommaso Corradi, ha difatti richiesto lumi su possibili scappatoie, ad esempio: «se sia possibile che qualcuno partecipi ottenendo zero punti, salvo ripresentare un progetto per la quale la giunta ha sempre espresso la sua contrarietà». Ipotesi irrealizzabile, ha rassicurato il sindaco, perché «si potranno presentare soltanto domande negli ambiti previsti da bando». Non, dunque, per case da gioco.
Intanto, il Comune si è visto costretto a revocare uno dei contributi inizialmente concessi, dal momento che i progetti ammessi andavano avviati entro 6 mesi dalla pubblicazione della graduatoria ed entro 12 devono essere conclusi e rendicontati. Ebbene, uno dei progetti già ammesso a contribuzione, da apposita delibera pubblicata il 22 dicembre 2016, ha visto la rinuncia da parte dell’aspirante imprenditore e, di conseguenza, il blocco dei 5mila euro previsti per quel progetto.(mi.pe.)
Il segretario Pd, Tommaso Corradi, ha difatti richiesto lumi su possibili scappatoie, ad esempio: «se sia possibile che qualcuno partecipi ottenendo zero punti, salvo ripresentare un progetto per la quale la giunta ha sempre espresso la sua contrarietà». Ipotesi irrealizzabile, ha rassicurato il sindaco, perché «si potranno presentare soltanto domande negli ambiti previsti da bando». Non, dunque, per case da gioco.
Intanto, il Comune si è visto costretto a revocare uno dei contributi inizialmente concessi, dal momento che i progetti ammessi andavano avviati entro 6 mesi dalla pubblicazione della graduatoria ed entro 12 devono essere conclusi e rendicontati. Ebbene, uno dei progetti già ammesso a contribuzione, da apposita delibera pubblicata il 22 dicembre 2016, ha visto la rinuncia da parte dell’aspirante imprenditore e, di conseguenza, il blocco dei 5mila euro previsti per quel progetto.(mi.pe.)
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