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«Smaltivo rifiuti a Ferrara L’ho riempita fino all’osso» 

«Smaltivo rifiuti a Ferrara L’ho riempita fino all’osso» 

Ex pentito camorrista Nunzio Perrella: dopo tutto il Nord si è cominciato qui A me non interessava dove li portavo, ma pensavo solo ai soldi a fine mese  

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«Tutti i tipi di rifiuti che da Napoli si sono portati a Brescia, finito Brescia si è cominciato Ferrara, è stata riempita fino all’osso». Aree verdi comunali riempite di rifiuti tossico-nocivi e a dirlo ai microfoni della trasmissione Nemo (Rai 2, in onda questa sera) è Nunzio Perrella, ex camorrista ed ex pentito, che dopo la sua attività da imprenditore camorrista - anni ’90 - si è pentito facendo luce sul grande traffico di rifiuti che prima hanno riempito il Sud e poi il Nord. Lo scorso ottobre ha incontrato proprio a Ferrara (nelle immagini il parcheggio della stazione ferroviaria) l’inviato del programma, Rai, parlando per la prima volta anche di Ferrara, accompagnando il giornalista anche nelle zone in cui i rifiuti sono stati scaricati. »Ecco eternit», esclama in video con un badile in mano, mentre solleva una lastra, e poi fa vedere altri rifiuti. Era ed è un grande business quello del traffico di rifiuti tossico-nocivi, e lui spiega che che «come me tutti i trafficanti che trasportavano lo facevano al Nord, a me interessava a fine mese prendere i soldi non mi importava dove li portavo, mi importava solo prendere i soldi». Dichiarazioni che potrebbero anche aprire nuovi scenari investigativi, come del resto è accaduto in passato, visto che sulla base delle indicazioni fornite da Perrella sui luoghi in cui venivano scaricati i rifiuti, le procure di Brescia e Bergamo hanno da tempo aperto inchieste. Occorre però ricordare la sua storia personale, quando da camorrista si pente nel 1992, racconta le trame del grande traffico delle eco-mafie, sullo smaltimento di rifiuti tossici, questa volta gestito dalla camorra. Occorre rammentare, anche e soprattutto, che da tempo è uscito dal programma di protezione (lo speciale status anche economico che lo Stato garantisce a chi collabora con la giustizia) ma negli ultimi anni è tornato ad essere un interlocutore degli investigatori che indagano sulle eco-mafie. Da tempo vive nel Ferrarese, a Vigarano Mainarda, dove nel settembre dello scorso, nei pressi di casa sua venne trovata una bomba carta: sul fatto venne aperta un’inchiesta dalla procura cittadina per verificare se si trattasse di un avvertimento all’ex pentito per il suo passato di collaboratore di giustizia.

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