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la svolta dei bilancioni  

Capanni da pesca Sì al recupero

Capanni da pesca Sì al recupero

COMACCHIO. Con il voto favorevole della maggioranza e del consigliere comunale Antonio Di Munno (FI/Forza Italia) è stato approvato mercoledì sera dal Consiglio Comunale il Piano particolareggiato...

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COMACCHIO. Con il voto favorevole della maggioranza e del consigliere comunale Antonio Di Munno (FI/Forza Italia) è stato approvato mercoledì sera dal Consiglio Comunale il Piano particolareggiato dei capanni per la pesca sportiva e ricreativa, una realtà connaturata con il paesaggio lagunare delle valli di Comacchio. «Era uno strumento atteso da mezzo secolo - commenta il sindaco Marco Fabbri -, che ci permetterà di salvaguardare e riqualificare questi nostri elementi identitari». Prima del voto in aula lo stesso Fabbri ha ricordato l’excursus durato due anni, altercalato da incontri e richieste di pareri, da parte degli enti sovraordinati, quali la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio ed il Parco del Delta. «L’approccio è di tipo conservativo, volto alla messa a norma di tutte quelle situazioni non compatibili, perché - ha sottolineato il sindaco - i capannisti hanno l’obbligo di adeguare le loro strutture entro un certo termine, togliendo l’eternit e i generatori che danno fastidio alla fauna, ma ci sarà la possibilità di assoggettarli anche ai tributi comunali».
Dichiarazione di voto favorevole da parte di Di Munno, certo che «tali strutture, così suggestive, creano anche business per il territorio», mentre Francesca Felletti (Pd), dopo aver lamentato una mancata risposta su richieste specifiche in merito al calendario di pesca, ha espresso voto contrario all'approvazione del piano. Il sindaco ha chiarito alcuni aspetti legati alle concessioni demaniali delle quali i capanni sono in possesso e al calendario per l’esercizio dell’attività di pesca, normato dalla provincia. Il vicesindaco Denis Fantinuoli, respingendo l'accusa di mancata puntualità nelle risposte, ha spiegato quali sono le due tipologie di attività presenti all'interno dei canali adduttori lagunari (coltivazione molluschi e attività ricreativa esercitata dai capanni da pesca), evidenziando che «l’attività sportiva non confligge con quella di pesca». Si è astenuto il consigliere Davide Michetti (L'Onda), dopo aver ribadito che «da almeno due anni chiedevo che i bilancioni venissero tassati. Non mi è mai stata data risposta». Oggi nell'intero comprensorio vallivo sono dislocati 171 capanni da pesca, distribuiti sui principali canali di collegamento con il mare, attraverso il canale navigabile, il canale Logonovo, ma sono presenti anche sull’argine ovest di valle Fattibello. Le strutture dovranno dotarsi di apposita autorizzazione edilizia.

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