Dalla terra spuntano pezzi d’aereo
Nuova scoperta a Casaglia degli “archeologi dell’aria”, trovate anche granate
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Ancora una volta gli “Archeologi dell'Aria” hanno condotto una ricerca con successo. Come sempre sul filo della memoria. Questa volta ad essere stato individuato, nei pressi di Casaglia, è il relitto, o almeno i suoi resti, di un Douglas A 20 K Havoc che era in forza all'esercito americano durante la seconda guerra mondiale.
«Abbiamo seguito il racconto- ci ha detto il presidente , Fabio Raimondi- di una signora anziana, che , guarda caso, si chiama Ada, come la sigla della nostra associazione».
La signora ha ricordato come fosse caduto un aereo, negli ultimi giorni della guerra.
«Vicino all'acquedotto. Veniva da Poggio Renatico ed andava verso Pontelagoscuro».
Il gruppo degli ADA ha quindi chiesto l'autorizzazione ad entrare sulla proprietà privata su cui si riteneva fosse precipitato l'aereo e, con la supervisione dei Carabinieri e della Sovrintendenza , lo scorso sabato ha dato il via alle operazioni di recupero.
Nel corso degli anni, il grosso relitto è stato praticamente saccheggiato (non era a grande profondità) e molte parti, in particolare i motori, erano state asportate da tempo. Gli Ada hanno comunque rinvenuto la targhetta con i numeri di serie di un motore.
Partendo da qui, il vicepresidente del gruppo, Gianluca Mazzanti, ha potuto identificare il modello (un A 20 K Havoc, appunto). E poi, alcune lamiere della fusoliera, tra i quali una ancora recante la coccarda americana (stella bianca su fondo blu) , una mitragliatrice Browning da 0.50, resa inutilizzabile dall'impatto, gli scarichi dei motori ed altri pezzi di importanza storica. Sempre sul filo della memoria è stato stabilito che due dei quattro componenti dell'equipaggio si erano lanciati con il paracadute e due erano rimasti all'interno, probabilmente colpiti dalla contraerea, ma non c'erano bombe, quindi è probabile che avesse già compito la missione e stesse allontanandosi. Tutte informazioni che andranno verificate e confermate.
Al termine dello scavo, cercando con il metal detector per individuare altri resti, è stato rinvenuto ad una certa distanza materiale bellico di origini inglesi, anche questo dell'epoca della seconda guerra, ma non collegato all'aereo: munizioni e granate a mano disattivate, circa una trentina immediatamente messo in sicurezza.
Alessandro Bassi
«Abbiamo seguito il racconto- ci ha detto il presidente , Fabio Raimondi- di una signora anziana, che , guarda caso, si chiama Ada, come la sigla della nostra associazione».
La signora ha ricordato come fosse caduto un aereo, negli ultimi giorni della guerra.
«Vicino all'acquedotto. Veniva da Poggio Renatico ed andava verso Pontelagoscuro».
Il gruppo degli ADA ha quindi chiesto l'autorizzazione ad entrare sulla proprietà privata su cui si riteneva fosse precipitato l'aereo e, con la supervisione dei Carabinieri e della Sovrintendenza , lo scorso sabato ha dato il via alle operazioni di recupero.
Nel corso degli anni, il grosso relitto è stato praticamente saccheggiato (non era a grande profondità) e molte parti, in particolare i motori, erano state asportate da tempo. Gli Ada hanno comunque rinvenuto la targhetta con i numeri di serie di un motore.
Partendo da qui, il vicepresidente del gruppo, Gianluca Mazzanti, ha potuto identificare il modello (un A 20 K Havoc, appunto). E poi, alcune lamiere della fusoliera, tra i quali una ancora recante la coccarda americana (stella bianca su fondo blu) , una mitragliatrice Browning da 0.50, resa inutilizzabile dall'impatto, gli scarichi dei motori ed altri pezzi di importanza storica. Sempre sul filo della memoria è stato stabilito che due dei quattro componenti dell'equipaggio si erano lanciati con il paracadute e due erano rimasti all'interno, probabilmente colpiti dalla contraerea, ma non c'erano bombe, quindi è probabile che avesse già compito la missione e stesse allontanandosi. Tutte informazioni che andranno verificate e confermate.
Al termine dello scavo, cercando con il metal detector per individuare altri resti, è stato rinvenuto ad una certa distanza materiale bellico di origini inglesi, anche questo dell'epoca della seconda guerra, ma non collegato all'aereo: munizioni e granate a mano disattivate, circa una trentina immediatamente messo in sicurezza.
Alessandro Bassi
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