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Il Riesame conferma il sequestro dei 223 alloggi 

Il Riesame conferma il sequestro dei 223 alloggi 

Lido Pomposa, respinto dal tribunale il ricorso sul residence Regina Mare Il legale dei Tomasi: adesso ci rivolgeremo alla Cassazione

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LIDO POMPOSA. Confermato il sequestro dei 223 appartemanti del complesso residenziale Regina Mare, di proprietà di due società immobiliari comacchiesi. Lo ha stabilito il tribunale del Riesame, che ha respinto il ricorso presentato dal legale della famiglia Tomasi, con cui si chiedeva il dissequesto. Ma la vicenda non si conclude qui: infatti l’avvocato Filippo Sgubbi, che tutela la proprietà, ha già annunciato il nuovo ricorso alla Cassazaione.
La confisca dei 223 alloggi del residence di Lido Pomposa è stato effettuato la settimana scorsa dalla tenenza comacchiese della guardia di Finanza, in base alla decisione presa lo scorso gennaio, quando il giudice Alessandra Testoni, per quello che fu ritenuto un abuso edilizio relativo a 326 alloggi compresi nel residence di Lido Pomposa, inflisse inflisse anche un anno di pena ai tre imputati. con posizioni e ruoli diversi: Massimiliano Tomasi, committente ed esecutore dei lavori (a rappresentare il Gruppo Tomasi Case), Guido Zarattini (progettista dei lavori, nella veste di tecnico privato) e Antonio Pini, dirigente del Comune di Comacchio, tecnico pubblico, funzionario comunale . A seguito della condanna, il tribunale di Ferrara ha accolto la richiesta della procura della Repubblica, disponendo il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di una parte degli immobili situati nell’area di oltre 65.000 metri quadrati e di un valore dei beni sequestrati che ammonta ad oltre 20 milioni di euro. La contestazioni in sede di dibattimento riguardavano il rilascio - da parte del dirigente comunale alla società proprietaria dell’area – dipermessi di costruire illegittimi per la realizzazione del complesso residenziale. Permessi illegittimi, secondo il giudice, perché non conformi alle direttive dei piani urbanistici sovraordinati regionali e provinciali riguardanti la tutela delle zone urbanizzate in ambito costiero e al Piano Regolatore del Comune di Comacchio.
Già al momento del sequestro Massimiliano Tomasi (amministratore dell’Immobiliare La Medusa) aveva ribadito come la società «confida nel corso della giustizia», ritenendo che la sentenza possa essere «oggetto di totale riforma». E che la srl aveva «avviato oltre 10 anni fa i lavori alla luce del sole, nella totale consapevolezza della legittimità del proprio operato», sostenendo investimenti per circa 50 milioni di euro.

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