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Imprigionati nell’auto capovolta: è solo un test 

Imprigionati nell’auto capovolta: è solo un test 

Ieri all’Iti educazione stradale per le scuole ferraresi con video e simulazioni Cosa succede se non si indossa la cintura e quando la macchina si rovescia

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Il ragazzo si sistema sul sedile da auto montato su rotaie. Niente cintura di sicurezza. Lo attende un impatto contro una superficie solida, alla velocità di 10 km all’ora. Così piano, non c’è da preoccuparsi, pensa. Neanche mi muoverò dal sedile, scommette. Pronti, via. Il seggiolino percorre un breve tratto, poi la “botta” che contemporaneamente gli fa compiere un balzo e perdere la scommessa. «Mai più senza cintura», promette convinto davanti a decine e decine di coetanei attenti. Pochi secondi di dimostrazione pratica che valgono più di migliaia di parole: è la formula adottata da Leonardo Indiveri - già istruttore di scuola guida - e dal suo Katedromos, catechismo di educazione stradale. Da anni Indiveri propone il suo progetto di guida sicura, una formula multimediale e poliedrica (video, simulazioni, prove d’impatto, crash test) unita a una indubbia capacità comunicativa che cattura e coinvolge i più giovani. Ne hanno avuto prova ieri gli studenti e le studentesse dell’ultimo anno dell’Iti Copernico-Carpeggiani, dei licei Ariosto e Roiti, dell’Ipsia e dell’Einaudi che hanno provato la “terapia d’urto” del Katedromos nel cortile dell’istituto tecnico di via Pacinotti. Un’iniziativa finanziata dall’Osservatorio regionale dell’Emilia Romagna, patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e fortemente voluta dall’Ufficio scolastico provinciale. Perché quella che si compie sulle strade è una guerra che ci è costata l’anno scorso in Italia 4000 morti. Proprio una perdita, quella di un suo allievo diciottenne uscito di strada nell’affrontare una curva, ha spinto Inziveri a intraprendere un percorso di educazione alla guida per i più giovani. Ci ha provato prima salendo in cattedra - per ottenere solo sbadigli e defezioni - e poi è passato ad argomenti più convincenti, ad esempio facendo capire con esempi pratici cosa accade dentro l’abitacolo di un’auto che sta capottando. Ieri nella smart “rotante” solo salite alcune coppie di passeggeri, e a giudicare dall’espressione dei loro volti, l’esperienza a testa in giù ha lasciato il segno. Soprattutto sapendo che, senza indossare le cinture, durante una carambola tutto il peso grava sul collo, e anche un incidente in città, a velocità moderata, può costare la vita o un’invalidità permanente. Molto eloquenti anche i video sulle conseguenze di una noncuranza tanto diffusa quanto micidiale: il mancato uso delle cinture di sicurezza da parte dei passeggeri dei sedili posteriori, che possono trasformarsi in involontari killer piombando con tutta la forza del loro peso (moltiplicato dalla velocità) sui viaggiatori dei sedili anteriori. Molto numerosa, e attentissima, la platea di neopatentati (o futuri patentati) che ha assistito all’insolita e provvidenziale lezione. Erano presenti il preside dell’Iti, Roberto Giovannetti, le docenti Benetti (dello stesso istituto tecnico) e Marangoni (referente sicurezza stradale per l’Ufficio scolastico provinciale), la rappresentante dell’Aci Debora Mecozzi, il presidente dell’Utef Vinicio Bighi, gli ispettori della polizia Stradale Medri e Scapoli e, per la prefettura, Adriana Sabato: «Limiti e regole, alla vostra età, possono sembrare fastidiose - ha detto la rappresentante del Governo - ma servono a tutelare noi stessi e gli altri. Quando pigiamo troppo sull’acceleratore o passiamo con il rosso, mettiamo in pericolo anche la nostra integrità fisica, il bene più prezioso per noi e per chi ci vuole bene». (a.m.)

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