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la nascita della multiutility

Clara Spa, il porta a porta verso la tariffa su misura 

Clara Spa, il porta a porta verso la tariffa su misura 

Costituita la nuova società che nasce dai servizi di raccolta di Area e Cmv. Ventuno i comuni soci, fuori solo Ferrara e Argenta. “Chi inquina ora paga”

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CENTO. Piccolo è bello, uno slogan che a lungo è stato presentato come un “vanto” dell’economia italiana, sembra sempre meno adatto a definire la strada su cui si sta incamminando il settore dei servizi, anche locali. L’ennesima conferma arriva da Cento, dove la residenza municipale ha partorito ieri - per fusione - la terza azienda in regione per dimensioni nel settore della raccolta dei rifiuti. In provincia “Clara Spa” sarà il competitore principale di Hera, che serve il bacino di Ferrara, e di Soelia, che resta il gestore del servizio per il Comune di Argenta.

Gli altri 21 comuni del territorio, Comacchio compreso, hanno deciso di riunirsi sotto il capiente ombrello del nuovo operatore, società a totale capitale pubblico (in questo è diversa da Hera che ha una quota di soci pubblici superiore di poco al 50%), con un bacino di utenza di quasi 200mila abitanti (senza considerare il flusso turistico estivo della costa valutato in circa 60mila abitanti equivalenti), una forza lavoro composta da 400 dipendenti e un fatturato superiore ai 40 milioni di euro che potrebbero salire entro fine 2017 a 45. La nuova società nasce con un capitale sociale di 2.4 milioni di € e una superficie di territorio servito che si estende da est (medio-basso ferrarese) a ovest (alto ferrarese), una continuità spezzata solo da un largo fascione centrale che accomuna le confinanti Ferrara e Argenta. Il percorso avviato ieri si concluderà l’1 giugno prossimo con l’entrata nella fase operativa della nuova Spa dei rifiuti.

Ieri la società è stata costituita di fronte al notaio con le assemblee delle due società riunite prima separatamente (anche se nella stessa sala) e poi in seduta comune per l’approvazione dello statuto. Erano presenti i rappresentanti di 20 comuni, solo Berra ha votato per delega. La fusione è stata approvata all’unanimità. I prossimi due mesi serviranno solo a “digerire” alcune scadenze tecniche previste dalle procedure di fusione societaria.
Per l’utenza al momento non cambia nulla. Ma gli obiettivi della nuova impresa, dall’estate in poi, sono stati indicati con chiarezza dal presidente di Area, Gian Paolo Barbieri. «Entro due anni abbiamo programmato il passaggio alla tariffa su misura con un monitoraggio puntuale del ricorso al servizio di raccolta». In pratica, ha semplificato l’assessore regionale all’ambiente, Paola Gazzolo, «paghi quanto butti». Di fatto, tutto ciò che sarà conferito come umido, verde e indifferenziato, ha precisato Barbieri, finirà in bolletta secondo il principio che «chi inquina paga». L’assenza del ministro Gian Luca Galletti per «improvvisi impegni di lavoro» ha lasciato l’intera scena agli attori locali della fusione. Il sindaco di Copparo, Nicola Rossi, a nome dei soci, i 21 Comuni, ha ricordato che la sede principale della nuova entità societaria sarà Copparo.

La tariffa puntuale, attualmente in corso di sperimentazione a Pontelagoscuro nel bacino gestito da Hera, rappresenta anche uno degli orizzonti di “Clara Spa”, che ha già avviato il porta a porta in vari comuni della provincia. Barbieri ha citato alcuni dei territori (Voghiera, Portomaggiore, Ro, Formignana) che hanno raggiunto e superato con largo anticipo, rispetto al 2020, il tetto del 73% di raccolta differenziata fissato dalla legge regionale sull’economia circolare che ha posto anche il paletto del 70% di conferimento avviato al riciclo. Nicoletta Bologna, amministratrice unica di Cmv Raccolta, ha ricordato che il percorso concluso ieri (i nuovi organi sociali dell’azienda nata dalla fusione saranno nominati quando la società diventerà operativa) è scaturito «da un’idea, quella di mettere insieme Area e Cmv, nata nel 2014».

Nicola Rossi ha aggiunto che non è stato un viaggio indolore «e ci è costato impegno e fatica». Barbieri ha sottolineato che “porta a porta” (con contenitori o sacchetti personalizzati) e “tariffa su misura” sono sistemi che puntano alla responsabilizzazione di cittadini e imprese. La chiave sono i meccanismi premiali che entrerano nella bolletta degli utenti e di cui beneficeranno anche i Comuni più collaborativi. Barbieri ha auspicato l’adozione di normative omogenee rispetto a questo approccio (composizione del nucleo familiare da usare come parametro piuttosto che la dimensione delle abitazioni) e si è rivolto ai Comuni invitandoli a non chiedere un servizio “à la carte”, perché «rischierebbe di far salire i costi». La flessibilità non mancherà, con l’on demand che prevarrà nelle aree meno abitate e un servizio “estensivo” per i centri più popolati. Più attenzione al territorio significherà, ha concluso Barbieri, una «migliore comunicazione» ma anche più controlli (telecamere contro l’abbandono dei rifiuti)». (gi.ca.)

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