Cona e la paura di restare isolati
Al circolo Arci la voce dei residenti: «Il Comune ci stia vicino» Il caso delle strade bianche, l’incubo dei furti nelle abitazioni
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FERRARA. Isolamento. È la parola che fa più paura, a sentire cosa pensano i residenti di Cona che, venerdì pomeriggio, hanno partecipato all'appuntamento Un caffè con la Nuova, l’iniziativa che il nostro giornale sta portando avanti in tutte le frazioni di Ferrara e provincia. Isolamento, si diceva.
Eppure Cona dista una manciata di chilometri dal capoluogo, cinque/dieci minuti di macchina e sei a Ferrara. Ad introdurre il pomeriggio ed i suoi temi è stato Luciano Zappaterra, da oltre 20 anni presidente del circolo Arci di Cona nonché pilastro, punto di riferimento di questo paese dell’immediata cintura urbana. Ma perché a Cona ci si sente isolati? «Perché il Comune da noi, qui a Cona, viene poco, gli assessori pensano soltanto o quasi a Ferrara, così alla fine anche Cona viene dimenticata».
«Basterebbe poco - aggiunge un altro cittadino che risiede in paese - , ma ci sono anche fattori che giocano contro, come la crisi economica che trascina nelle difficoltà anche il Comune di Ferrara». Anche qui, poi, la viabilità è l’eterno dilemma: via Ca’ Bruciate e via Capitello sono strade bianche, senza l’asfalto, pericolose da percorrere. Servirebbe un intervento del Comune di Ferrara, ma ancora non si è visto niente. Poi, sempre parlando di strade, c’è lo strano caso di via del Sostegno: «È, o meglio sarebbe - spiega una cittadina - una strada che, seppur bianca, è utilizzabile anche dalle bici ma da un po’ di tempo è stata chiusa». Nessuno sa di più. Cona ha però anche motivi di “soddisfazione”. L’ospedale Sant’Anna è lì, a poche centinaia di metri: per un paese abitato soprattutto da persone anziane non è poco. Poi ci sono ancora le scuole, le elementari a Quartesana e le medie a Cona. È quasi un record, di questi tempi. E i furti, eterno dilemma, grande guaio in tutti i paesi della provincia?
E qui si apre uno scenario immenso. Ognuno racconta la propria esperienza. Sono andati a rubare anche nella casa del presidente Zappaterra, ma non solo nella sua. E il progetto relativo al controllo di vicinato? «È stata fatta una prima riunione - ci spiega Maura - e ci è stato detto che la giunta sarebbe tornata per illustrare nuovamente il progetto». Si aspetta. Ma questo controllo di vicinato funziona, ci viene chiesto? «Si spera funzioni - risponde al posto nostro un residente - , è un progetto importante, quando si vedono persone o situazioni sospette è bene avvisare le forze dell’ordine».
Il concetto è chiaro, ma l’impressione è che ci sia ancora qualche residente che non ha ben assimilato il concetto di controllo di vicinato. L’ultimo pensiero è rivolto alle circoscrizioni, che non ci sono più. Cancellate nel 2014. Per molti un errore: «Anche per me è stato un fatto negativo - spiega in conclusione il presidente Zappaterra - in quanto le circoscrizioni erano punti di riferimento anche nelle e per le frazioni. I rappresentanti riferivano agli assessori comunali e si creava una catena - dice ancora il presidente Zappaterra - che consentiva spesso di risolvere tanti problemi. Eliminare le circoscrizioni, ripeto, non è stata una scelta azzeccata». I motivi sarebbero tanti ma il tempo stringe. Anche il nostro giornale chiede (e offre) collaborazione: ci sarebbe da scrivere tante cose sulla storia della Banda Filarmonica Giuseppe Verdi, un pezzo di storia, ma l’appuntamento è rimandato. Solo rimandato.
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