«La sua vita dedicata agli altri»
Le lacrime di Mesola ai funerali del presidente dell’Avis. In centinaia per l’ultimo saluto
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MESOLA . Il ritratto di un ragazzo disponibile con tutti, discreto ed impegnato nella società. Questo è quello che è scaturito dagli interventi del sindaco Gianni Padovani e dell’amica Federica che dall’altare hanno tratteggiato il ricordo di Andrea Barone, 42enne geometra di Mesola, scomparso improvvisamente sabato 18 marzo nella sua casa. Un malore improvviso l’ha strappato agli affetti più cari, gettando tutti nella disperazione.
Andrea viveva solo, aveva un avviato studio professionale in paese e lascia i genitori ed un fratello. Dopo la partecipata camminata che lo aveva ricordato lunedì sera, Mesola ha voluto salutarlo con la presenza di una folta folla che si è ritrovata nella chiesa ieri mattina. Già da alcune ore si percepiva l'atmosfera di mestizia che circondava il paese. Amici, i colleghi dell’Avis di Mesola, di cui era presidente, e collaboratori delle varie associazioni di cui faceva parte hanno gremito la chiesa.
Presenti in chiesa anche i vessilli di varie sezioni Avis della provincia; recentemente Andrea era stato riconfermato presidente della sezione locale. La funzione è stata officiata da don Luigi Corradin, che lo conosceva approfonditamente e si è in più occasioni commosso, parroco di Mesola, e da don Francesco Garbellini, sacerdote di Bosco.
Don Luigi ha detto che «la sua scomparsa ha sconvolto tutti e che è un mistero difficile da spiegare» e lo ha teneramente ricordato in alcuni aneddoti quando, da ragazzo, faceva parte del locale gruppo scout. Terminata la messa è salito sull'altare il primo cittadino, Gianni Padovani, che ne ha ricordato le varie attività e l'impegno nel sociale con associazioni come appunto l’Avis, i “Porcospini”, il “Ccm”, “Irene nel cuore” ed il “Motoclub Adriatico” dicendo che Mesola ha perso una persona importante per la disponibilità e l'abnegazione coi quali si attivava per il paese.
È quindi toccato all’amica d’infanzia Federica ricordarlo affettuosamente dal pulpito descrivendone la bontà, la disponibilità nei confronti degli altri e la discrezione. Tante doti apprezzate dalla gente che, numerosa, lo ha accompagnato nel corteo funebre verso il cimitero locale dove è stato tumulato.
Andrea lascia un vuoto enorme all’interno della comunità di Mesola e non solo. Amato, stimato e conosciuto da tutti il suo ricordo resterà sempre vivo e in qualche modo la sua vita continuerà.
Lorenzo Gatti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Andrea viveva solo, aveva un avviato studio professionale in paese e lascia i genitori ed un fratello. Dopo la partecipata camminata che lo aveva ricordato lunedì sera, Mesola ha voluto salutarlo con la presenza di una folta folla che si è ritrovata nella chiesa ieri mattina. Già da alcune ore si percepiva l'atmosfera di mestizia che circondava il paese. Amici, i colleghi dell’Avis di Mesola, di cui era presidente, e collaboratori delle varie associazioni di cui faceva parte hanno gremito la chiesa.
Presenti in chiesa anche i vessilli di varie sezioni Avis della provincia; recentemente Andrea era stato riconfermato presidente della sezione locale. La funzione è stata officiata da don Luigi Corradin, che lo conosceva approfonditamente e si è in più occasioni commosso, parroco di Mesola, e da don Francesco Garbellini, sacerdote di Bosco.
Don Luigi ha detto che «la sua scomparsa ha sconvolto tutti e che è un mistero difficile da spiegare» e lo ha teneramente ricordato in alcuni aneddoti quando, da ragazzo, faceva parte del locale gruppo scout. Terminata la messa è salito sull'altare il primo cittadino, Gianni Padovani, che ne ha ricordato le varie attività e l'impegno nel sociale con associazioni come appunto l’Avis, i “Porcospini”, il “Ccm”, “Irene nel cuore” ed il “Motoclub Adriatico” dicendo che Mesola ha perso una persona importante per la disponibilità e l'abnegazione coi quali si attivava per il paese.
È quindi toccato all’amica d’infanzia Federica ricordarlo affettuosamente dal pulpito descrivendone la bontà, la disponibilità nei confronti degli altri e la discrezione. Tante doti apprezzate dalla gente che, numerosa, lo ha accompagnato nel corteo funebre verso il cimitero locale dove è stato tumulato.
Andrea lascia un vuoto enorme all’interno della comunità di Mesola e non solo. Amato, stimato e conosciuto da tutti il suo ricordo resterà sempre vivo e in qualche modo la sua vita continuerà.
Lorenzo Gatti
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