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Le case dorate della mafia con pitbull e ipoteche 

Le case dorate della mafia con pitbull e ipoteche 

Molte confische in città e provincia ma non si trova chi voglia riutilizzare i beni La Prefettura: appartamenti devastati apposta. La Cia: comprate prodotti etici

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A Ferrara la storia dei beni confiscati alla criminalità organizzata è costellata da successi e da delusioni. Spazi restituiti al vivere civile ma più spesso nel limbo per anni, ancora oggi. Ne ha parlato ieri mattina la viceprefetto Pinuccia Niglio, nel corso dell'incontro "Coltivare la legalità" organizzato da Comune, Libera e Confederazione italiana agricoltori per celebrare la Giornata dedicata alle vittime innocenti di tutte le mafie. Si partì a metà anni Novanta, «quando Ferrara non era ben consapevole che poteva essere oggetto di infiltrazione mafiosa», spiega la Niglio. Quattro appartamenti, tra le vie Ghisiglieri, Ragno, Cavour e Biagio Rossetti, vennero sequestrati e poi confiscati alla criminalità: in alcuni c'era anche la rubinetteria dorata. Riutilizzarli non fu semplice, anche perché il rischio di ritorsioni per chi subentra è concreto: «Chiedemmo in giro a tutti chi li voleva, a lungo. Alla fine fu un comandante dei carabinieri a prendersi la responsabilità di farci alloggi per ufficiali e sottufficiali, che è poi ancora attualmente l'uso che se ne fa». Un appartamento, quello di Biagio Rossetti, è stato integrato invece nel patrimonio delle case popolari.
Altri casi non sono stati così fortunati. Tra questi due piccole abitazioni ai Lidi Scacchi e Pomposa, tuttora non destinati a finalità sociali. Ci si mise di mezzo la burocrazia. «Era di proprietà di un condannato dal Tribunale di Milano - ricorda la viceprefetto - e scoprimmo che il Tribunale di sorveglianza sempre di Milano lo mandava lì in permesso premio durante l'estate. Segnalammo il tutto e la vicenda rientrò». Ancora problemi da affrontare. Nel 2001 venne confiscata una villetta a Santa Maria Codifiume: occupata da familiari del criminale, condannato perché coinvolto in un giro di sostanze stupefacenti, la casa aveva tre pitbull in giardino e non fu semplice da sgomberare. Dentro la brutta sorpresa: il degrado assoluto, termosifoni sradicati, vasche da bagno rotte, infissi delle porte staccate. Tutto fatto apposta e il Comune di Argenta, viste le scarse risorse a disposizione, non ha mai provveduto alla ristrutturazione.
Risale invece a pochi mesi fa la confisca di tre appartamenti a Ferrara: «L'amministratore giudiziario - dice Niglio - ha già inoltrato la sua relazione all'Agenzia nazionale per i beni confiscati. Il problema è che si tratta di beni fortemente ipotecati e quindi il percorso non sarà breve e facile».
Presenti alcune classi scolastiche, l'iniziativa svolta al cinema parrocchiale San Benedetto ha visto la partecipazione dell'assessore Chiara Sapigni, secondo cui «è importante tenere alta l'attenzione su questi temi; si può fare qualcosa di concreto per ridurre l'impatto delle infiltrazioni mafiose e in prospettiva eliminarle del tutto». Per il presidente provinciale della Cia Stefano Calderoni «l'agricoltura è un presidio a difesa del territorio da ogni punto di vista, sociale, ambientale, culturale ed economico: anche al supermercato la scelta può essere politica, per esempio comprando beni etici, sostenibili ed equi per chi li produce».
Fabio Terminali
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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