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Sì ai lavori per i Bagni senza chiedere il permesso 

Sì ai lavori per i Bagni senza chiedere il permesso 

Le opere installate sulle spiagge non sono più sottoposte al vincolo Sib Confcommercio: un provvedimento molto utile per le imprese balneari 

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PORTO GARIBALDI. Grandi novità per gli stabilimenti balenari: è stata abolita l’autorizzazione paesaggistica per i Bagni. In parole semplici, le opere installate sulle spiagge non sono più sottoposte al vincolo delle Soprintendenze. A spiegare nei dettagli cosa cambia, Antonio Capacchione vicepresidente vicario Sib-Confcommercio. «Si tratta di un provvedimento molto utile per le imprese balneari». Il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 68 del 22 marzo contenente il “Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata», destinato a entrare in vigore il prossimo 6 aprile 2017.
«In pratica, siamo davanti a un utile provvedimento che individua diversi interventi edilizi e opere in aree sottoposte a vincolo paesaggistico (come le spiagge) che sono completamente sottratte all’obbligo del parere paesaggistico e altre che invece sono sottoposte con una nuova procedura semplificata. Un documento di fondamentale importanza per il mondo dei balneari, la cui elaborazione il Sib-Confcommercio ha seguito con molta attenzione per tutto lo scorso anno e che viene incontro alla necessità di evitare provvedimenti, se non arbitrari, comunque ampiamente discrezionali delle Sovrintendenze ai beni paesaggistici che sin qui hanno creato e creano seri problemi alle nostre imprese o, di fatto, hanno impedito iniziative per meglio renderle funzionali».
Naturalmente «vi sono aspetti come l’obbligo di smontaggio delle strutture (laddove prescritto) la cui soluzione necessita di essere inserita negli accordi di collaborazione o, più opportunamente, in un provvedimento legislativo (a tale scopo potrebbe costituire un utile “veicolo” il ddl “Costa” sulle concessioni balneari dello scorso 27 gennaio). Per cui il nostro impegno su queste questioni continua, consapevoli che la salvezza della balneazione attrezzata riguarda sì la durata delle concessioni e il loro “carico economico” (canoni, Iva, Tari, eccetera), ma, come ben sanno i balneari, anche aspetti cruciali quali la disciplina delle opere (facile e difficile rimozione in primis) e delle ipotesi di revoca e decadenza che completano gli obiettivi primari e principali: un ulteriore periodo di almeno trent’anni; l’indennizzo pari al valore commerciale al termine dello stesso e la sdemanializzazione delle aree di sedime che hanno perso le caratteristiche di essere destinati ai pubblici usi del mare». Insomma, per l’estate 2017 finalmente una buona notizia anche se l’invito è quello di leggere con attenzione il decreto e continuare ad operare sempre e comunque nei limiti di legge.

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