Ferrara, dopo l’omicidio Tartari a processo per le rapine
Ivan Pajdek e Patrik Ruszo hanno ancora un conto da pagare con la giustizia. Il 13 luglio saranno davanti ai giudici per gli assalti violenti dell’estate 2015
FERRARA. Le loro vittime ancora oggi tremano solo al pensare cosa sarebbe potuto accadere, ciò che poi è accaduto a Pier Luigi Tartari, il pensionato di Aguscello rapinato in casa, massacrato di botte e ucciso, lasciato agonizzante in un casolare in campagna nel settembre 2015.
Quella di Aguscello fu l’ultima rapina della banda Pajdek-Ruszo, in ordine di tempo: perché quell’estate 2015, assaltarono altre tre volte le case di persone anziane, inermi e invalide. Per questo motivo Ivan Pajdek (condannato a 30 anni di carcere per l’omicidio Tartari) e Patrik Ruszo (ergastolo per lo stesso delitto) dovranno presentarsi in tribunale il 13 luglio prossimo per pagare un altro conto, ancora aperto, con la giustizia, le tre rapine di Villanova, Mesola e Coronella. Con loro imputato (ma sarà processato un fantasma) anche il terzo della banda, il capo, Igor il russo, che all’anagrafe fa Vaclavic. Dall’estate 2015 è irreperibile, e ora latitante visto che da tempo su di lui è pendente un Mae (mandato arresto europeo), ma lui in giro per l’Europa (dove si torva molto a proprio agio, conoscendo ben 7 lingue, salve e non) non si trova, nessuno lo trova.
Verrà processato da latitante mentre gli altri due, Pajdek e Ruszo, vedranno in faccia le loro vittime. Primo tra tutti, Alessandro Colombani rapinato, aggredito e malmenato nel cortile di casa sua a Villanova di Denore la notte del 26 luglio 29015. «Finalmente il processo - spiegava ieri Colombani - almeno potrò vedere in faccia i miei aguzzini. Non li vidi quella notte mentre mi picchiavano, ricordo le voci: dopo l’omicidio Tartari e ancor prima che loro confessassero, immaginavo fossero loro». Quell’estate calda, la banda Pajdek-Ruszo-Igor colpì ancora, il 30 luglio, a Mesola: vittima una anziana allora 93enne. Emma Santi venne rapinata in casa, di notte e imbavagliata e legata a letto con ai polsi fascette elettriche (la stessa tecnica usata per Tartari), per quasi due giorni prima di essere soccorsa dal figlio. La scia di terrore continuò il 5 agosto, un mese prima della tragedia di Tartari, con un’altra odiosa rapina: sempre in un luogo isolato, sempre ai danni di persone indifese. A Coronella fecero irruzione in una casa isolata dove vivono Cristina e Giulio Bertelli, figlia e padre, lui invalido e 86enne, vennero tenuti in ostaggio per cinque lunghissime ore, legati e terrorizzati. E per Pajdek non finisce qui: il 5 e 6 aprile prossimi, processo d’appello per l’omicidio di Pier Luigi Tartari.
Daniele Predieri
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