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Confartigianato Una serata con film sui mali economici

Confartigianato Una serata con film sui mali economici

«Fino a ieri Equitalia è stato il coltello messo in mano ai poveri in difficoltà dallo stato italiano per tagliarsi le vene». Esordisce così Fabrizio Cattani, duro e cristallino come chi si è...

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«Fino a ieri Equitalia è stato il coltello messo in mano ai poveri in difficoltà dallo stato italiano per tagliarsi le vene». Esordisce così Fabrizio Cattani, duro e cristallino come chi si è stancato di sopportare soprusi legalizzati e alza la testa. Lo fa con la cultura e la passione per il cinema. “Cronaca di una passione” sarà proiettato questa sera, alle 21, alla Multisala Apollo, in un evento organizzato da Confartigianato Ferrara e patrocinato dalla Camera di Commercio. Il regista vuole dare voce a chi è stato ignorato dal suo stesso paese: «I giornali davano sempre meno spazio ai suicidi per vessazione fiscale e bancaria, a chi oltre alle proprie colpe ha subito ingiustamente uno stato strozzino. Dal 2012 al 2015 ci sono state più di 700 vittime».
Giovanni e Anna sono i protagonisti, due coniugi sessantenni interpretati da Vittorio Viviani e da Valeria Ciangottini. La coppia attraversa all’improvviso una via crucis.
«Perdono una casa all’asta per una cartella esattoriale che viene quasi triplica – incalza Cattani – Perdono persino la trattoria a causa della burocrazia scellerata, il cancro maligno che penalizza l’Italia. Una piccola perdita della canna fumaria fa sì che un tecnico dell’Asl non si smuova. E si ritrovano senza nulla in mano. Vengono sbattuti in una casa famiglia dove il Comune paga 3mila euro al mese per mantenerli, quando ne basterebbero mille». Però si potrebbe trattare anche di due giovani: «Lei è un’imprenditrice, lui un esodato che perde il posto a due anni dalla pensione. I ragazzi non riescono a entrare nel mondo del lavoro, ma troppi cinquantenni sono rimasti fuori». Tutto ciò che viene raccontato nel film è vero. Il regista si è ispirato ad alcune situazioni che ha incontrato, talmente imbarazzanti che nemmeno la mente dello sceneggiatore più geniale avrebbe potuto concepirle.
«Il menefreghismo di chi ci governa è intollerabile. L’unico welfare possibile oggi sarebbe rivolto al nucleo familiare, a favorire il sostentamento degli anziani o l’inserimento lavorativo dei giovani. I veri evasori sono quelli che pagano in nero o portano i capitali all’estero – e conclude – Zonini è ancora a piede libero, ma come lui chi ha rovinato persone che avevano accumulato una vita di risparmi, portandole alla disperazione. L’atteggiamento della Carife è il medesimo che hanno tenuto Banco Veneto e Monte dei Paschi. E la Banca d’Italia ha chiuso gli occhi per anni». In sostanza, a pagare restano i più umili, ma Fabrizio Cattani ha detto «basta».
Matteo Bianchi

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