Rifiuti, atti in Parlamento «Solo informative, per ora»
Il presidente Bratti: devono emergere fatti significativi per aprire inchieste Bulzoni (Amici terra): gli inviai la mappa delle discariche quand’era assessore
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Sul caso-rifiuti, scatenato dalle rivelazioni dell’ex pentito di camorra, Nunzio Perrella, sono applicati in molti, in provincia. Non solo i sindaci di Ferrara e Vigarano, sedi dell’ex discarica di Ca’ Leona e delle zone dell’ex Orbit, indicate nella trasmissione Nemo come destinatarie di rifiuti non autorizzati o tossici; ma anche Procura, Questura e Arpae. A tutti questi enti, infatti, si è rivolta la Commissione bicamerale sulle ecomafie per richiedere informative e atti sulla vicenda, che andranno poi valutate per un’eventuale approfondimento. «Avevo espresso molti dubbi sull’attendibilità delle affermazioni attuali di Perrella? È vero - conferma il presidente della commissione, Alessandro Bratti - e aggiungo di aver fatto qualche approfondimento nel frattempo: a Brescia, dov’è stata aperta un’inchiesta su analoghe affermazioni, non c’è traccia di Ferrara; il libro che racconta la vicenda Perrella riserva solo mezza pagina a Vigarano; inoltre, la prassi impone che chi rivela qualcosa su di un territorio, non venga inviato a vivere proprio lì, come ha fatto Perrella (abita proprio a Vigarano, ndr). Sulla discarica di Ca’ Leona, poi, ricordo di averne negato l’ampliamento, quand’ero assessore all’Ambiente del Comune, ma prima del 1982 le regole sullo smaltimento di rifiuti erano molto meno rigide. In ogni caso la richiesta di documentazione è una prassi in questi casi, ma poi si fanno audizioni o sopralluoghi solo quando emerge qualcosa di significativo, ad esempio da parte di Procura o Arpae».
Stefano Bulzoni (Amici della terra) ricorda oggi di aver inviato a Bratti già nel 2010 un corposo dossier sulle «discariche occultate» di Ferrara. Spunta poi il procedimento penale del 1995 a carico dell’ex assessore Maranini e agli ex direttori Agea, Cirelli e Sarti, concluso con la loro condanna per aver utilizzato Ca’ Leona per«accogliere rifiuti provenienti dai Comuni di Vigarano, Bondeno, Poggio Renatico e Masi», e poi anche dalla provincia di Rovigo; e aver usato aree «adiacenti alla zona originariamente autorizzata». I vincoli di legge erano dunque stringenti almeno a partire dagli anni Novanta. (s.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Stefano Bulzoni (Amici della terra) ricorda oggi di aver inviato a Bratti già nel 2010 un corposo dossier sulle «discariche occultate» di Ferrara. Spunta poi il procedimento penale del 1995 a carico dell’ex assessore Maranini e agli ex direttori Agea, Cirelli e Sarti, concluso con la loro condanna per aver utilizzato Ca’ Leona per«accogliere rifiuti provenienti dai Comuni di Vigarano, Bondeno, Poggio Renatico e Masi», e poi anche dalla provincia di Rovigo; e aver usato aree «adiacenti alla zona originariamente autorizzata». I vincoli di legge erano dunque stringenti almeno a partire dagli anni Novanta. (s.c.)
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