Ha ucciso a Fossanova, ora rischia l’ergastolo per omicidio premeditato
Simone Bertocchi a processo il 20 aprile per l’omicidio di Roberto Tosi Savonuzzi. La procura gli contesta di aver preparato il delitto premeditato, parte civile sono la moglie, ferita gravemente, e la sorella
FERRARA. Rischia l’ergastolo e visti i precedenti giudiziari del tribunale di Ferrara è una ipotesi più che concreta. Simone Bertocchi, 36 anni, origini lombarde ma una vita spesa a Ferrara tra il Barco (dove ha una casa di famiglia, ereditata dai genitori) e la città, è accusato di aver ucciso Roberto Tosi Savonuzzi programmando il delitto avvenuto il 25 luglio della scorsa estate.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.15115071:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.15115071:1650618251/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
La procura gli contesta la premeditazione che sommata a tutti gli altri reati (pistola clandestina, omissione di soccorso) lo porta a rischiare il carcere a vita. Sulla sua sorte giudiziaria deciderà il gup Piera Tassoni all’udienza fissata per il 20 aprile prossimo.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.15115066:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.15115066:1650618251/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
L’altro, Biancucci è fuori
Saranno i suoi difensori Sergio Pellizzola e Barbara Grandi a contrastare le ipotesi d’accusa mosse dal pm Stefano Longhi che si è convinto che Bertocchi quella domenica mattina del 25 luglio scorso si recò in bicicletta a Fossanova San Marco - con un amico William Biancucci, poi risultato estraneo all’omicidio, stralciato ha solo l’omissione di soccorso e forse il favoreggiamento - nella casa di Roberto Tosi Savonuzzi, armato di pistola, per ucciderlo.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.15115074:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.15115074:1650618251/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Lo fece per banalissimi motivi, dovuti ai contrasti per lavori da eseguire sulla casa, di proprietà della sua compagna, di cui lui prese le difese. Sappiamo come. Bertocchi quella mattina sparò a sangue freddo, alle spalle e davanti, due colpi di pistola (calibro 6.95, piccolissimo calibro) contro Tosi Savonuzzi e ferì gravemente la compagna della vittima, Raffaela Pareschi sparandole un colpo alla schiena con la stesaa arma che non è mai stata trovata, nonostante ricerche durate giorni. La donna restò in pericolo di vita per settimane, si è salvata - scrivono i medici legali - grazie all’intervento tempestivo del 118, che purtroppo non riuscì a scongiurare la morte di Tosi. Al processo del 20 aprile, i legali valuteranno se chiedere il giudizio abbreviato che consentirebbe a Bertocchi di avere lo sconto di un terzo della pena, salvandolo dall’ergastolo con una condanna a 30 anni, come già accaduto per Ivan Pajdek per l’omicidio Tartari e per i due giovani killer dell’omicidio Govoni. Convocati all’udienza del 20 aprile anche le parti civili, le vittime.
In aula anche le vittime
La sorella di Tosi, Gabriella Tosi Savonuzzi, assistita dall’avvocato Melina Maisto e per Raffaela Pareschi l’avvocato Camilla Zanardi. Bertocchi ha sempre spiegato che quel giorno non voleva uccidere, si armò della pistola perchè aveva paura di Tosi che lo aveva minacciato già diverse volte. I contrasti vertevano su lavori di manutenzione alla casa in cui vivevano Tosi e la Pareschi, di proprietà della compagna di Bertocchi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
