«Mi ha preso per il collo perché voleva il "mio" parcheggio»
Ferrara, una giovane di 24 anni ha denunciato un’aggressione avvenuta in piazza Sacrati. Poi la visita in ospedale e la prescrizione del collare
FERRARA. Cosa si arriva a fare per un parcheggio “rubato”. Questa l’accusa verbale che sarebbe stata rivolta in “fluente” dialetto ferrarese, rinforzata da una dose di manesca volgarità, alla conducente di un’auto che si era immessa in uno stallo del parcheggio di piazza Sacrati, in pieno centro storico, l’altra mattina (28 marzo) attorno alle 11. Una fascia oraria nella quale molte aree di sosta risultano al completo e si rischia di rimanere in attesa o di girare anche a lungo prima di riuscire a infilarsi in un posto libero.
Sono disagi che in città si ripetono tutti i giorni mentre risultano molto meno frequenti gli atteggiamenti violenti degli automobilisti che per fortuna rappresentano ancora una rarità nella cronaca locale. A raccontare il fatto è la stessa persona che si ha poi raggiunto il pronto soccorso di una casa di cura convenzionata del Veneto per farsi medicare. Da lì è uscita con un collare dopo aver eseguito la Tac e ieri (29 marzo) era in attesa di sottoporsi a una visita neurologica «perché - ha dichiarato - dopo quei colpi avverto ancora dolore». L.M., 25 anni domani, 31 marzo, risiede a Cavarzere (Ve) e martedì, assieme al compagno, è entrata nell’area di sosta cittadina immettendosi nello stallo da dove era appena uscita un’altra vettura. Una mossa che ha fatto saltare i nervi ad un altro automobilista, anche lui evidentemente alla ricerca di un parcheggio. Contro questa persona la giovane ha presentato denuncia ai carabinieri di Cavarzere, ai quali ha comunicato la sua versione dei fatti.
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L’uomo, «di circa 70 anni», ha dichiarato la donna, avrebbe parcheggiato la propria auto quasi a contatto con la sua e avrebbe iniziato a bussare con forza contro il finestrino della vettura “usurpatrice”. «Sono scesa subito - ha raccontato L.M. alla “Nuova” - quell’uomo parlava in ferrarese stretto e io non ho capito quello che diceva. Poi mi ha afferrato per il collo facendomi sbattere la testa contro un veicolo a fianco».
Il compagno della giovane a questo punto sarebbe sceso per cercare di calmare il conducente inferocito che si sarebbe placato solo all’arrivo di una pattuglia dei carabinieri, chiamati subito sul posto vista la piega che stava prendendo la situazione. «Io non stavo bene e sono stata accompagnata al pronto soccorso», aggiunge la donna che è stata dimessa con una prognosi di cinque giorni, la prescrizione di un collare cervicale soffice da portare di giorno e l’invito a rispettare le “istruzioni” da seguire in caso di “ trauma cranico”. La denuncia è stata presentata per “lesioni personali”. Non si sa se l’anziano coinvolto nella lite ha deciso di rivolgersi a sua volta alle forze dell’ordine e cosa abbia eventualmente dichiarato sullo svolgimento dei fatti.
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