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insieme pescatori, guardie volontarie e polizia provinciale 

Mobilitati contro i bracconieri 

Mobilitati contro i bracconieri 

Recuperate reti abusive a Campotto, Jolanda di Savoia e Codigoro

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CAMPOTTO . Appassionati della pesca, le guardie volontarie che controllano fiumi e canali e polizia provinciale tutti mobilitati contro i bracconieri che imperversano lungo i corsi d’acqua del Ferrarare. La dimostrazione si è avuta nei giorni scorsi quando la collaborazione ha permesso di recuperare una serie di reti abusive messe nei canali a Campotto, Jolanda di Savoia e Codigoro.
Per i pescatori di frodo non c’è differenza tra mettere le reti abusivamente in un qualsiasi canale o all’interno di un’oasi come quella di Campotto che è anche Parco e Sic/Zps. Ma non lo è e non lo sarà mai per i soci dell’Asd Vallesanta, veri appassionati di pesca che da anni stanno gestendo con ottimi risultati anche d’immagine, l’omonimo bacino. «Domenica verso le 18.20 - racconta il presidente Oder Magri - abbiamo notato lungo il canale collettore(quello che va dalla chiavica davanti all’idrovoro Vallesanta fin dentro la valle) uno strano movimento di persone che tra l’altro noi non conosciamo. È bastato farsi vedere che li stavamo osservando che questi sono scappati. Siccome noi non siamo guardie, allora abbiamo chiamato gli amici dell’Unione pescatori estensi che immediatamente sono venuti e 400 metri dalla chiavica, hanno trovato vari tramagli». Sono state infatti recuperate 5 reti a tramaglio per una lunghezza complessiva di circa 40 metri. «Agli amici dell’Upe - conclude Oder Magri - va il nostro più vivo apprezzamento per il prezioso lavoro che stanno effettuando sul territorio. Noi facciamo il possibile ma contro questi predatori, è necessaria un’azione forte perché così non è più possibile andare avanti».
Ma altri interventi sono stati effettuati dall’Upe nel fine settimana in stretta collaborazione con la polizia provinciale, con risultati importanti: ventisei cogolli e le cinque reti a tramaglio lunghe complessivamente 40 metri. A Jolanda di Savoia, lungo il Canale Leone, sono stati ritrovati 24 cogolli collegati tra loro da una fune e assicurati a un palo conficcato nel fondo del canale. Una “barriera” per la cattura del pesce che occupava più della metà del corso d’acqua. A Codigoro, nel collettore Acque Alte, le guardie volontarie hanno recuperato 2 cogolli privi dei contrassegni identificativi stabiliti dalla legge, che consentono di collegare l’attrezzo di pesca con il pescatore di mestiere autorizzato. «Ringrazio i volontari dell’Upe - ha commentato il comandante della polizia provinciale Claudio Castagnoli - per il loro prezioso lavoro, che è un aiuto importante alla lotta contro la pesca illegale nel nostro territorio». (g.c.)

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