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Aumentano i casi di Aids in tre mesi già la metà del 2016

Aumentano i casi di Aids in tre mesi già la metà del 2016

I mille casi di morbillo in Italia dall’inizio dell’anno, nuova emergenza sanitaria registrata dal bollettino dall’Istituto Superiore di Sanità, sembrano aver risparmiato la provincia di Ferrara dove...

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I mille casi di morbillo in Italia dall’inizio dell’anno, nuova emergenza sanitaria registrata dal bollettino dall’Istituto Superiore di Sanità, sembrano aver risparmiato la provincia di Ferrara dove i reparti sentinella, come Malattie infettive, non hanno subìto finora l’impatto delle complicanze legate all’insorgenza della malattia, come l’encefalite, una delle più temute. Nelle ultime settimane è stata invece confermata - e anzi si è accentuata - la frequenza di ricoveri da imputare ad Aids e tubercolosi.
«Il reparto ospedaliero - spiegano il direttore Marco Libanore e la dottoressa Laura Sighinolfi - attualmente è al completo, ma il morbillo, che in altre zone del Paese ha aumentato la sua diffusione rispetto al passato, non c’entra niente. Stiamo assistendo piuttosto alla crescita dei casi di Aids che si manifestano attraverso i più diversi sintomi. Una volta eseguito il test spesso troviamo una patologia già allo stadio avanzato».
Laura Sighinolfi, responsabile dell’unità Hiv/Aids del reparto ospedaliero di Malattie Infettive, ha aggiornato i conti dei casi individuati notando che nei primi tre mesi del 2017 sono stati 10 contro i 20-21 registrati in tutto il 2016. «Spesso il paziente scopre qui di avere contratto la malattia - racconta Libanore - il linfoma o la tubercolosi risultano presenti assieme al virus». E purtroppo, aggiunge Laura Sighinolfi, «c’è chi scopre, sempre qui, che la malattia ha già compiuto buona parte del suo percorso. Non ci stancheremo mai di ripetere che il test Hiv è un sistema molto semplice per tenere monitorati i possibili effetti di comportamenti a rischio. Ma finora, per vari motivi, solo una piccola parte di chi dovrebbe controllarsi lo fa e questo mette a repentaglio anche la salute delle persone a loro più vicine». Anche i casi di tubercolosi non associata all’Aids contribuiscono a mantenere alto il numero dei ricoveri nel reparto.
Dal ministero della Salute, intanto, arriva una circolare incoraggiante per i malati di epatite C, e non solo.
Con la richiesta del medico curante potranno acquistare all’estero il farmaco che non possono reperire in Italia e si tratta di un passo avanti notevole per chi, finora, è rimasto escluso dalle terapie basate sui medicinali innovativi già impiegati con esiti risolutivi su migliaia di pazienti.
A Ferrara la cura finanziata dalla Regione (una delle poche in tutto il Paese ad impegnarsi finanziariamente su questo fronte) e garantita ai pazienti in stadio avanzato (per l’eccessivo costo dei farmaci) è già stata somministrata a circa 150 pazienti nell’ultimo anno e mezzo con risultati definiti dagli specialisti più che soddisfacenti.

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