contestato crac per distrazione a 5 vertici dell’Azienda
Blitz della Finanza alla Tecno Plants per i fallimenti
Un debito complessivo da 18 milioni di euro e una serie di vendite in atto che rappresentano distrazioni dal patrimonio, ossia bancarotta. Questa l’ipotesi che ha fatto scattare ieri una serie di...
2 MINUTI DI LETTURA
Un debito complessivo da 18 milioni di euro e una serie di vendite in atto che rappresentano distrazioni dal patrimonio, ossia bancarotta. Questa l’ipotesi che ha fatto scattare ieri una serie di controlli da parte della finanza di Rovigo, che ha eseguito varie perquisizioni in uffici e case di 5 persone che ora risultano indagate per bancarotta fraudolente.
Si tratta dei vertici di tre società del settore della progettazione e manutenzione di impianti petrolchimici riconducibili a un’unica azienda, la Tecno Plants con sede a Occhiobello e sedi operative anche a Ferrara (dentro il petrolchimico) e Mantova. Il blitz della Fiamme gialle è scattato perchè sarebbero state messe in atto diverse distrazioni di beni, con la vendita accertata di un'auto d'epoca (Porsche 911) di cui è stato bloccato il passaggio di valuta, di 72mila euro. Allo stesso modo, sarebbero state in corso cessioni di auto e di automezzi di vario tipo e attrezzature per lavoro. Due delle società sono già fallite, per la terza è stato chiesto il fallimento dalla procura di Rovigo ( pm Monica Bombana): l'ipotesi di reato per la quale procedono gli inquirenti è quella di bancarotta fraudolenta. Ipotesi contestata, dicevamo, a carico di cinque persone, che risultano indagate per questo reato. La Finanza è riuscito a intervenire in tempo per bloccare l'incasso della somma per la vendita dell’auto, mentre per il resto delle cessioni sono comunque state ricostruite le distrazioni e ora sono in corso le indagini e valutazioni su come congelare il patrimonio per eventuali creditori. Sullo sfondo di tutto vi sono secondo le ipotesi investigative di procura e finanza, le aziende non avrebbero versato imposte Iva, Ires e Irap, ritenute previdenziali e altri tributi e soprattutto gli stipendi di decine e decine di dipendenti dell'azienda (una 50ina a Ferrara e una ventina a Mantova), in difficoltà da tempo e per i quali sono in corso consultazioni e mobilità sindacale.
Si tratta dei vertici di tre società del settore della progettazione e manutenzione di impianti petrolchimici riconducibili a un’unica azienda, la Tecno Plants con sede a Occhiobello e sedi operative anche a Ferrara (dentro il petrolchimico) e Mantova. Il blitz della Fiamme gialle è scattato perchè sarebbero state messe in atto diverse distrazioni di beni, con la vendita accertata di un'auto d'epoca (Porsche 911) di cui è stato bloccato il passaggio di valuta, di 72mila euro. Allo stesso modo, sarebbero state in corso cessioni di auto e di automezzi di vario tipo e attrezzature per lavoro. Due delle società sono già fallite, per la terza è stato chiesto il fallimento dalla procura di Rovigo ( pm Monica Bombana): l'ipotesi di reato per la quale procedono gli inquirenti è quella di bancarotta fraudolenta. Ipotesi contestata, dicevamo, a carico di cinque persone, che risultano indagate per questo reato. La Finanza è riuscito a intervenire in tempo per bloccare l'incasso della somma per la vendita dell’auto, mentre per il resto delle cessioni sono comunque state ricostruite le distrazioni e ora sono in corso le indagini e valutazioni su come congelare il patrimonio per eventuali creditori. Sullo sfondo di tutto vi sono secondo le ipotesi investigative di procura e finanza, le aziende non avrebbero versato imposte Iva, Ires e Irap, ritenute previdenziali e altri tributi e soprattutto gli stipendi di decine e decine di dipendenti dell'azienda (una 50ina a Ferrara e una ventina a Mantova), in difficoltà da tempo e per i quali sono in corso consultazioni e mobilità sindacale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
