«La nostra vita è un inferno»
La titolare del chiosco: hanno già rubato diverse volte e distrutto tutto
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«Speravo tanto di non dover di nuovo raccontare di furti al mio chiosco e invece, è successo ancora e di peggio: ma si può andare avanti così». Rita, la titolare del chiosco di piadine davanti alla stazione ferroviaria di Consandolo, è disperata e al tempo stesso preoccupata.
«Lo sono anche perché - aggiunge raggiunta al telefonino - ho lasciato la mia attività a mio figlio. Ma lo sa che, oltre ai furti che avete scritto nel 2015, abbiamo messo nuovi allarmi? Lo sa che il 18 febbraio scorso hanno spaccato tutto e rubato di nuovo tutti i prodotti che serviamo? Ma lo sa che quattro giorni dopo ci hanno provato di nuovo e forse sono scappati perché è arrivata la Securpol? Allora - esclama disperata -: si può lavorare così? Anzi dico di più: rubando nel buio, hanno persino portato via il bicarbonato. Dobbiamo poi considerare che, tutte le volte che suona l’allarme in piena notte, mio marito s’alza dal letto e va a vedere ed è ciò che ha fatto anche stanotte (ieri,ndr). Purtroppo questa situazione ci ha talmente stressato che preferirei che gli dessero fuoco alla nostra attività. L’altro giorno - aggiunge per meglio far capire in che situazione sta vivendo la famiglia - ho fatto una gastroscopia all’ospedale perché ho un lavoro dentro che... non auguro a nessuno». La comprensibile situazione deriva anche da fatto che nel novembre 2015, Rita aveva subito il terzo furto in sei anni e in quell’occasione, tra lo svuotamento del frigo di vari salume bresaola compresa e le affettatrici, subì un danno di circa 3000 euro. (g.c.)
«Lo sono anche perché - aggiunge raggiunta al telefonino - ho lasciato la mia attività a mio figlio. Ma lo sa che, oltre ai furti che avete scritto nel 2015, abbiamo messo nuovi allarmi? Lo sa che il 18 febbraio scorso hanno spaccato tutto e rubato di nuovo tutti i prodotti che serviamo? Ma lo sa che quattro giorni dopo ci hanno provato di nuovo e forse sono scappati perché è arrivata la Securpol? Allora - esclama disperata -: si può lavorare così? Anzi dico di più: rubando nel buio, hanno persino portato via il bicarbonato. Dobbiamo poi considerare che, tutte le volte che suona l’allarme in piena notte, mio marito s’alza dal letto e va a vedere ed è ciò che ha fatto anche stanotte (ieri,ndr). Purtroppo questa situazione ci ha talmente stressato che preferirei che gli dessero fuoco alla nostra attività. L’altro giorno - aggiunge per meglio far capire in che situazione sta vivendo la famiglia - ho fatto una gastroscopia all’ospedale perché ho un lavoro dentro che... non auguro a nessuno». La comprensibile situazione deriva anche da fatto che nel novembre 2015, Rita aveva subito il terzo furto in sei anni e in quell’occasione, tra lo svuotamento del frigo di vari salume bresaola compresa e le affettatrici, subì un danno di circa 3000 euro. (g.c.)
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