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«Profughi e business ora la misura è colma» 

Alan Fabbri (Lega Nord) attacca: finiamola di chiamarla emergenza La provincia di Ferrara è satura, sono stati oltre 1.300 i richiedenti asilo

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«Finiamola di chiamarla emergenza! Diamo alle cose il loro vero nome, perché dietro ai finti buonismi con cui si proteggono alcuni signori, ci sono veri e propri business, alimentati da soldi pubblici e favoriti da sconsiderate politiche migratorie delle istituzioni». Il capogruppo regionale della Lega Nord, Alan Fabbri, non ne può più di certe “ipocrisie”. Condanna senza tentennamenti l’ennesimo bando Asp (per altri 250 posti di “presunti” richiedenti asilo) pubblicato in provincia di Ferrara, ed al quale sono arrivate numerosissime richieste di adesioni, da parte delle solite cooperative sociali ed anche di Ati (Associazioni temporanee di impresa; ndr) giunte da tutta Italia, per spartirsi i soldi pubblici che stanno dietro ai nuovi progetti. Che si aggiungono allo Sprar. Una sigla impronunciabile, che sta per “Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati” (in cui il Ministero copre fino al 95% dei costi di gestione, ma il resto no) e che raduna altri 157 immigrati, senza contare gli altri ospiti dell’Hub di Pontelagoscuro e chi è a carico di associazioni in gestione diretta con la prefettura. Un ginepraio, insomma. «Ormai è evidente che il Governo Gentiloni, con il ministro Minniti, ha scelto la strada di prelevare direttamente dalle coste libiche tutti i futuri partenti per l’Italia. Quindi, con l’aiuto di amministrazioni locali dello stesso colore e dei prefetti, predispongono questi bandi, che finiscono per accollare ai cittadini i costi di un sistema della cosiddetta “accoglienza” che, ormai, non è nient’altro che un business. Non è più sopportabile sentire parlare di emergenza sbarchi, quando per certe persone che partecipano ai bandi dell’accoglienza e la gestione degli stranieri si potrebbe parlare tranquillamente dell’ordinarietà». La misura, secondo il capogruppo Ln è colma: «La provincia di Ferrara è satura, oltre 1300 “presunti” richiedenti asilo sul territorio».

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