Aumenta l’inflazione a Ferrara: +1,6% rispetto allo scorso anno
L’inflazione ha rialzato la testa, ormai la tendenza è consolidata e non lascia più molti dubbi sul campo. Anche se frutta e verdura "respirano", come vedremo più avanti. A marzo l’indice dei prezzi,...
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L’inflazione ha rialzato la testa, ormai la tendenza è consolidata e non lascia più molti dubbi sul campo. Anche se frutta e verdura "respirano", come vedremo più avanti. A marzo l’indice dei prezzi, all'interno del paniere campione, ha toccato in città quota +1,6% (dal +1,3% fatto segnare a febbraio), ovvero un valore che non si raggiungeva da circa cinque anni. Frutto anche di un rialzo mensile dello 0,5%, a sua volta il più forte dal maggio 2015. Come al solito i dati arrivano dall’Ufficio statistica del Comune, nella consueta rilevazione che anticipa quella nazionale dell’Istat. Ciò che si rivela in controtendenza è tuttavia il dato relativo alla divisione merceologica dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche. La diminuzione dei prezzi rispetto a febbraio è dell’1,7%, dovuta in buona parte al -15,4% della verdura: evidentemente si è sgonfiato il rincaro boom dovuto al freddo invernale e ai conseguenti problemi di coltivazione nei campi, con effetti prolungati sullo scaffale. Ma anche gli altri beni alimentari, spiega la ricerca, fanno registrare lievi cali di prezzo. Resta comunque il +3,1% globale rispetto al marzo dell’anno scorso. Per il resto gli aumenti più rilevanti arrivano dalla divisione “Servizi ricettivi e di ristorazione” (+5,5% mensile e +3,3% annuale), che stanno per entrare nella stagione calda, e da quella dei “Trasporti” (+0,7% rispetto a febbraio e +4,2% su marzo 2016).
Fabio Terminali
Fabio Terminali
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