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Controlli anche nei casolari abbandonati 

Controlli anche nei casolari abbandonati 

Indagini in tutto il territorio per individuare l’uomo che ha sparato alla guardia giurata e gli ha rubato la pistola

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CONSANDOLO. È caccia aperta all’uomo che nella notte tra mercoledì e giovedì, ha sparato un colpo con fucile da caccia ad una guardia notturna ferendola leggermente al collo. Una ricerca condotta con grande attenzione, verificando tutti gli elementi possibili tra quelli sinora raccolti. Anche in queste ore, le forze dell’ordine stanno battendo la campagna e i casolari abbandonati alla ricerca del possibile individuo alto 1,80, vestito con tuta mimetica, che parla un italiano stentato e dall’accento dell’Est Europeo. Controlli che vengono effettuati con la massima prudenza perché l’uomo che è entrato in azione nella notte tra mercoledì e giovedì ha dimostrato grande determinazione - al pari di quella che potrebbe avere un militare esperto - e ha evidenziato di essere pronto a tutto. In particolare gli investigatori stanno cercando di capire gli eventuali collegamenti con altri episodi simili, anche se non compiuti nell’Argentano e anche se messi in atto in anni passati. La stessa guardia giurata, nel subire l’agguato davanti al piadinaro di Consandolo, mentre se ne stava sdraiato sulla ghiaia con la canna del fucile puntata sulla testa, ha percepito proprio l’aspetto militaresco dell’individuo tanto da affermare: «Chi mi ha sparato ha agito come fosse un Rambo». E a proposito del vigilante della Securpol, il suo comportamento, da persona responsabile ed esperta (è un ex carabiniere), è stato di non reagire al colpo di fucile sparato da una distanza di una quindicina di metri nonostante avesse la sua Smith & Wesson, di calibro 9x21 in pugno. Arma che poi gli è stata sottratta dall’aggressore. «Se solo avessi reagito - ci ha detto durante l’incontro avuto nella sua abitazione presente sua moglie - mi avrebbe fatto del male: di questo sono sicuro». Un comportamento della guardia, ritenuta dall’agenzia Securpol fra le più esperte , che di fatto le ha consentito di poter tornare a casa dalla sua famiglia, sana e salva. Una persona che presta servizio dalle 23 fino alle 6 del mattino e per sei notti di seguito poi ha due giorni liberi. «Questo è il mio lavoro - ci ha detto - mi piace e lo faccio da tanti anni. Dormire dopo il turno? Non è un problema: dormo quando ritorno nella mia abitazione e un po’ anche il pomeriggio prima di riprendere il servizio». (g.c.)

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