L’allarme degli ambulanti: troppe tasse ci stritolano
di Marcello Pulidori
A complicare la vita dei commercianti anche direttive europee ancora non chiare Cala la qualità e c’è chi pratica prezzi bassissimi mettendo in crisi tutto il settore
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I venditori ambulanti hanno trovato i loro “nemici”: troppe tasse e scarsa regolamentazione dell’intero settore. È il bilancio che si ricava dal viaggio tra le bancarelle del mercato del venerdì, ieri mattina. Un mestiere antico che oggi vive una fase di grande difficoltà. «Le tasse troppo elevate ci stritolano», è quasi un coro quello degli ambulanti intervistati. Ed in mezzo, come se non bastasse, c’è anche la direttiva sul libero mercato dei servizi introdotta dall’Unione Europea nel 2006. Insomma, dice la stragrande maggioranza degli ambulanti, tutta colpa di un economista olandese, Frits Bolkestein, appunto. Sua la direttiva sul libero mercato dei servizi introdotta nel 2006. L’Italia l’ha recepita nel 2010 e due anni dopo la conferenza Stato-Regioni ha raggiunto un’intesa sui tempi e modi di applicazione. Si è arrivati così alla scadenza di marzo 2017. Entro quel limite, le concessioni per i posteggi su aree pubbliche vanno ridefinite. Cioè andavano, visto che oggi è il 1º di aprile. Non si capisce, perché, inaspettatamente, la “Bolkestein” è stata inserita nel decreto Milleproroghe esaminato dal Consiglio dei ministri il 29 dicembre. Morale: proprio ora che Comuni e ambulanti con fatica si sono organizzati, la novità rischia di slittare al 2018. Un altro (purtroppo ben riuscito ) capolavoro di italianità che ha portato ad un risultato quasi paradossale: le associazioni che prima protestavano contro la Bolkestein, adesso protestano contro il rinvio. «Per noi è deleterio — non usa giri di parole uno dei commercianti intervistati ieri in corso Porta Reno - , siamo fortemente contrari perché significa costringere gli ambulanti onesti a restare nel limbo per due anni. Ci siamo fatti andare bene la Bolkestein, che è stata calata sul settore come una mannaia, anche se non ce n’era bisogno. Adesso ribaltano tutto». Lo scopo della direttiva è garantire una maggiore turnazione nell’uso del pubblico da parte del privato. Non più rinnovi automatici, insomma, ma spazi assegnati su punteggio (punti extra sono garantiti per gli ambulanti storici e che già occupano una piazzola) e per un arco di tempo definito. Si va dai 9 ai 12 anni (quasi tutti i Comuni hanno optato per i 12).
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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