campionati di birdwatching
Passarella di Gorino protagonista ad Eilat
GORINO. È tornato da Israele con un’esperienza in più la guida ambientale escursionista dell’Aigae Menotti Passarella di Gorino, che per la prima volta ha partecipato al “The Champions of the Flyway”,...
2 MINUTI DI LETTURA
GORINO. È tornato da Israele con un’esperienza in più la guida ambientale escursionista dell’Aigae Menotti Passarella di Gorino, che per la prima volta ha partecipato al “The Champions of the Flyway”, una sorta di mondiale della specialità birdwatching, nato prima di tutto per mettere a confronto i praticanti di questa disciplina, ma anche per lanciare un messaggio a difesa dell’avifauna e contro il bracconaggio. Non a caso quest’anno la competizione si è svolta in Israele, precisamente ad Eilat, visto che nel Mediterraneo orientale ogni anno vengono uccisi oltre 25 milioni di uccelli migratori di tutti i tipi. L’Italia ha partecipato per la prima volta nella storia della competizione, grazie ad una squadra allestita proprio da Passarella, che ha voluto accanto a sé Luca Boscain di Treviso e Gianfranco Colombo di Caravaggio (Bg). E la squadra, non a caso, è stata chiamata “The Po Delta pygmies”, ovvero i pigmei del Delta del Po.
«Ci siamo classificati nella parte bassa della classifica - racconta la guida di Gorino -. Abbiamo scontato la mancanza di esperienza sul campo di gara. Ad esempio, i finlandesi che hanno vinto con un record di 181 specie in un giorno, erano alla loro quarta partecipazione e, inoltre, hanno avuto due settimane piene per prepararsi sul campo, visitando le varie aree del deserto del Negev, mentre noi solo tre giorni e mezzo. Abbiamo però visto e fotografato la maggior parte delle specie rare e interessanti. E la bandiera italiana è stata esposta sia durante la cerimonia iniziale che alla premiazione finale. Siamo più che soddisfatti». (d.b.)
«Ci siamo classificati nella parte bassa della classifica - racconta la guida di Gorino -. Abbiamo scontato la mancanza di esperienza sul campo di gara. Ad esempio, i finlandesi che hanno vinto con un record di 181 specie in un giorno, erano alla loro quarta partecipazione e, inoltre, hanno avuto due settimane piene per prepararsi sul campo, visitando le varie aree del deserto del Negev, mentre noi solo tre giorni e mezzo. Abbiamo però visto e fotografato la maggior parte delle specie rare e interessanti. E la bandiera italiana è stata esposta sia durante la cerimonia iniziale che alla premiazione finale. Siamo più che soddisfatti». (d.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
