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Proposti i controlli con “nasi elettronici” per i cattivi odori

BONDENO. Potrebbe intravedersi una via d’uscita nel confronto tra i cittadini residenti nelle zone immediatamente limitrofe agli impianti biogas Bioenergy Renew e l’azienda. Si fa strada, infatti, la...

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BONDENO. Potrebbe intravedersi una via d’uscita nel confronto tra i cittadini residenti nelle zone immediatamente limitrofe agli impianti biogas Bioenergy Renew e l’azienda. Si fa strada, infatti, la possibilità di introdurre anche in Emilia-Romagna i cosiddetti “nasi elettronici”, per ora esclusi dal nuovo Piano della qualità dell’aria, in Regione. L’elemento di novità è un ordine del giorno, che sta per essere presentato dal consigliere regionale leghista, Andrea Liverani, che si accinge a depositare questo atto, dopo aver lamentato un problema simile, legato cioè ai cattivi odori, nel Faentino. L’ipotesi non è del tutto nuova a Bondeno e per primo era stato il comitato Arianuova, presieduto da Lorenzo Menghini, a dire nelle scorse settimane che, a seguito degli ultimi sopralluoghi compiuti da Arpae, dai quali erano stati riscontrati effettivamente i cattivi odori nei pressi della centrale biogas, si era ventilata l’ipotesi di introdurre i “nasi elettronici” anche il località Marmagna. Strumenti in grado di monitorare la presenza di particelle nell’aria e fornire uno strumento scientifico a quello che finora è stata soltanto una sgradita percezione dei residenti. Anche il sindaco Fabio Bergamini ha richiesto a novembre questo particolare strumento, per documentare le emissioni di odori. Ora l’ordine del giorno di Liverani in Regione vorrebbe ora colmare un vuoto normativo: il consigliere della Lega prende come riferimento la Lombardia, «la cui legislazione regionale ha già introdotto la possibilità di utilizzare “nasi elettronici”: in sostanza, apparecchiature che sono in grado di monitorare la presenza nell’aria di particelle che causano i cattivi odori, e che possono essere un disagio importante per i cittadini che abitano a stretto contatto con i miasmi». La formula dell’ordine del giorno implica che l’assemblea legislativa regionale debba discutere del documento nella prima seduta utile, a metà aprile. A quel punto, anche la giunta Bonaccini dovrà necessariamente pronunciarsi, in un senso o nell’altro, o proporre strade alternative. Potrebbe essere, insomma, la volta buona, per dare una risposta ai tanti cittadini che convivono quotidianamente con il problema dei cattivi odori.

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