ex maceri in “rosso”
Quadrante est in bonifica Monitoraggi a ovest e nord
Non solo Ca’ Leona. Il Comune ha fatto il punto su tutti gli altri procedimenti di bonifica finiti nel mirino dell’ex pentito di camorra o dell’associazione Amici della terra. I procedimenti del...
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Non solo Ca’ Leona. Il Comune ha fatto il punto su tutti gli altri procedimenti di bonifica finiti nel mirino dell’ex pentito di camorra o dell’associazione Amici della terra. I procedimenti del Quadrante est sono iniziati addirittura nel 2002 e hanno portato al sistema di rimozione del percolato, attualmente in funzione: finora sono stati estratti e smaltiti 11.556 metri cubi di liquido dall’ex discarica. Come noto, Arpae ha individuato in Solvay la responsabile della contaminazione, e il Tar ha respinto il ricorso della multinazionale belga contro l’ordinanza che le imponeva di bonificare. Nel Quadrante ovest, zona di via del Lavoro, sono stati effettuati monitoraggi dei gas interstiziali per «verificare la possibile risalita di vapori in superficie», visto che i piezometri avevano evidenziato superamenti negli alifati clorurati: nulla di significativo, si attende la terza campagna di controlli. Nel sottosuolo di Pontelagoscuro, poi, è stato trovato cvm fin dal 2004 e da allora si controlla la situazione: le ultime campagne risalgono al 2015, «situazione non peggiorata e riduzione della concentrazione della contaminazione di 2/3 ordini di grandezze su 4 piezometri dei 6 indagati, stabile sugli altri 2» è la sintesi del Comune. Situazione sotto controllo, è la conclusione.
Quanto alla dozzina di ex discariche-vecchi maceri denunciati dagli Amici della terra come non censiti, il dirigente Alessio Stabellini ha rivelato che il settore Ambiente ha «acceso dei “led” rossi su ognuno di loro: se ci saranno richieste di cambiamento di destinazione d’uso, dovranno essere effettuate indagini. Impossibile tenerli sempre sotto controllo, non abbiamo comunque elementi per considerarli pericolosi».
Quanto alla dozzina di ex discariche-vecchi maceri denunciati dagli Amici della terra come non censiti, il dirigente Alessio Stabellini ha rivelato che il settore Ambiente ha «acceso dei “led” rossi su ognuno di loro: se ci saranno richieste di cambiamento di destinazione d’uso, dovranno essere effettuate indagini. Impossibile tenerli sempre sotto controllo, non abbiamo comunque elementi per considerarli pericolosi».
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