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Scuole, c’è l’ok al pasto da casa  

Scuole, c’è l’ok al pasto da casa  

Dopo la sentenza della Corte d’Appello di Torino che autorizzava i genitori

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Il percorso è stato lungo e travagliato e non si è ancora concluso, ma almeno un importante traguardo è stato raggiunto. Il problema è quello affrontato dal comitato “Mensana” composto da un gruppo di genitori che vuole mettere in pratica il diritto acquisito da 58 famiglie di Torino dopo una sentenza della Corte d’Appello che le autorizzava a dare al proprio figlio il pasto da casa e quindi di non utilizzare la mensa scolastica. «Però dopo questa sentenza – hanno annunciato ieri la portavoce Marcella Ravaglia ed il consigliere 5 Stelle, Sergio Simeone – l’amministrazione di Torino ha fatto ricorso in Cassazione, si è quindi in attesa dell’esito; una risposta che non si sa quando arriverà per cui al momento diventa applicabile. Questo ci consentirà di mettere in atto il nostro diritto e desiderio, di procedere dal prossimo 10 aprile; per cui diciamo ai genitori che desiderano dare il pasto domestico ai propri figli che possono farlo; basterà comunicarlo tramite raccomandata al dirigente scolastico con la quale esprimeranno l’applicazione di questo diritto; se pensano di avere dei problemi potranno sempre mettersi in contatto con noi». Il fatto di rivendicare un diritto è senza dubbio positivo, mentre invece è negativo il dover ricorrere ad un iter burocratico per poterlo affermare. «Infatti chi prenderà questa decisione – ha ribadito Simeone – non solo merita rispetto ma si assume una grande responsabilità perché alimenterà i propri figli secondo i propri principi nutrizionali e perché avrà un onere organizzativo maggiore nella preparazione giornaliera del cibo. Uno degli obiettivi base che si vuole raggiungere è che la mensa venga messa in discussione, non per abolirla, ma per migliorare il modello oggi applicato nella scuole».
La questione nata dal malcontento di molti genitori che vedevano i propri figli arrivare all’uscita della scuola senza aver toccato cibo oppure sazi al punto da non voler mangiare alla cena, è in atto da diverso tempo. Inizialmente era stato anche distribuito un questionario alle famiglie per verificare lo stato delle cose che ha dimostrato un diffuso malcontento; poi dopo la mozione presentata a giugno dal Movimento 5 Stelle perché si applicasse anche a Ferrara la sentenza di Torino, i dirigenti scolastici hanno tergiversato nonostante l’Amministrazione e l’Usl ed il Miur avessero detto che si poteva procedere con opportuni presupposti igienici.
Ora almeno si potrà iniziare un percorso che se presenterà qualche difficoltà avrà tutto il tempo per essere modificato.
Margherita Goberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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