A Goro la destra Po è pulita per merito di un pensionato
GORO. Il tratto di destra Po che dalla Località “Murina” in fondo all’abitato di Goro che arriva al ponte di barche sul Po e al monumento dei caduti della macchinina per circa quattro chilometri è...
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GORO. Il tratto di destra Po che dalla Località “Murina” in fondo all’abitato di Goro che arriva al ponte di barche sul Po e al monumento dei caduti della macchinina per circa quattro chilometri è uno dei più belli e suggestivi sotto l’aspetto naturalistico-ambientale di tutta la destra Po che da Gorino arriva a Stellata per circa 120 chilometri.
All’inizio di questo tratto di destra Po c’è l’isola Rocci (comunemente chiamata la giarina) nel bel mezzo del fiume. Avanti qualche chilometro nell’alveo del Po, l’incantevole Valle Dindona con i suoi colori che mutano a seconda delle stagioni.
Un enorme cigno bianco con i suoi lenti movimenti sembra salutare le tante persone che transitano a piedi e in bici, una Valle ricca di fauna selvatica, tra anitre, germani reali, cavalieri d’Italia, folaghe e tanti altri uccelli acquatici. In questo spettacolare museo naturalistico a cielo aperto non può mancare il “custode”, infatti, ogni mattina Nebbio Mantovani pensionato gorese inforca la sua bicicletta e passa per un primo giro di ricognizione, raccoglie i rifiuti che i soliti scorretti gettano a terra, posandoli nei cestini che lui stesso ha posizionato delle due aree di sosta, poi Nebbio si reca al monumento dei caduti alla macchina, dove cura un piccolo giardino da lui stesso composto, per non parlare del taglio dell’erba dove i mezzi pesanti non possono arrivare.
Questa è la dimostrazione che Goro non è solo discariche abusive e menefreghismo, persone come Nebbio danno forte il senso di amore verso il paese e la natura.
Odino Passarella
All’inizio di questo tratto di destra Po c’è l’isola Rocci (comunemente chiamata la giarina) nel bel mezzo del fiume. Avanti qualche chilometro nell’alveo del Po, l’incantevole Valle Dindona con i suoi colori che mutano a seconda delle stagioni.
Un enorme cigno bianco con i suoi lenti movimenti sembra salutare le tante persone che transitano a piedi e in bici, una Valle ricca di fauna selvatica, tra anitre, germani reali, cavalieri d’Italia, folaghe e tanti altri uccelli acquatici. In questo spettacolare museo naturalistico a cielo aperto non può mancare il “custode”, infatti, ogni mattina Nebbio Mantovani pensionato gorese inforca la sua bicicletta e passa per un primo giro di ricognizione, raccoglie i rifiuti che i soliti scorretti gettano a terra, posandoli nei cestini che lui stesso ha posizionato delle due aree di sosta, poi Nebbio si reca al monumento dei caduti alla macchina, dove cura un piccolo giardino da lui stesso composto, per non parlare del taglio dell’erba dove i mezzi pesanti non possono arrivare.
Questa è la dimostrazione che Goro non è solo discariche abusive e menefreghismo, persone come Nebbio danno forte il senso di amore verso il paese e la natura.
Odino Passarella
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