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«Ferrara, troppa droga davanti alle scuole. Faremo controlli»

Stefano Ciervo
«Ferrara, troppa droga davanti alle scuole. Faremo controlli»

Allarme del questore: prima “fumo”, poi cocaina e sintetiche. I dirigenti scolastici s’impegnano, le famiglie facciano di più

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FERRARA. Dalla Gad alle scuole. È il percorso che la droga di vario tipo, da quella leggera alla cocaina passando per le sostanze sintetiche, compie ormai abitualmente, e in dosi massicce. L’allarme, dopo l’arresto di uno spacciatore seguito nella sua spola quotidiana con gli istituti di via Canapa, è lanciato direttamente dal questore Antonio Sbordone, che invoca la collaborazione delle famiglie e annuncia un nuovo giro di controlli nelle scuole, dopo la campagna d’informazione di quest’inverno.


Droga agli studenti: quanto la preoccupa questo aspetto del panorama dello spaccio cittadino?
«Ci tengo in premessa a rimarcare l’impegno delle forze dell’ordine sul problema dello spaccio tra i giovani: abbiamo appena svolto un convegno a ottobre con il vicecapo della Polizia di Stato, Savina, e una serie d’iniziative nelle scuole. Detto questo, bisogna rimarcare che il problema è più grave di quanto non emerga. Bisogna far emergere il disvalore e la pericolosità dell’uso di droghe, soprattutto quelle sintetiche che si stanno facendo strada nelle scuole. Anche la cocaina ai giovani, in piccole dosi che possono costare 20 euro, è una novità. Purtroppo bisogna dirlo: molti partono dal “fumo” per poi proseguire con l’escalation».


Cosa avete messo in campo per contrastare questa deriva?
«I dirigenti scolastici, va riconosciuto, ci stanno riservando impegno e anche sollecitazioni, mai riscontrato da parte loro ostilità o anche solo perplessità sulla nostra attività. I ragazzi vanno informati sulle conseguenze legali delle loro azioni, che non sono leggere anche se in carcere non vanno. Ecco, le famiglie dovrebbero stare più attente a cosa fanno i figli: parlo anche da genitore, ho tre figli ormai grandi, vanno da 20 a 27 anni, e forse sono usciti dall’età più a rischio, ma sono ugualmente preoccupato. Penso che programmeremo incontri informativi anche per i genitori».


Attiverete anche controlli specifici?
«L’anno scorso avevamo effettuato diversi controlli nelle scuole, anche con i cani antidroga, quest’inverno ci siamo concentrati sull’informazione ma penso che nell’ultima parte dell’anno scolastico torneremo ai controlli. Non è però solo un problema di polizia, la verità è che di droga ce n’è troppa. Ogni volta che noi o i carabinieri andiamo alla Gad, ne scopriamo quantità consistenti. E da lì poi arriva davanti alle scuole. Si tratta di droghe pericolose, non solo la cocaina in mini-dosi, ma anche la cannabis tagliata con sostanze sintetiche».


I cittadini si chiedono perché gli spacciatori arrestati in carcere non rimangono.
«I magistrati applicano le leggi attuali. Semmai si può ragionare sull’opportunità di una stretta a queste maglie troppo larghe: personalmente sono favorevole. Aggiungerei una riflessione connessa all’immigrazione: è un fatto che la maggior parte degli spacciatori sia extracomunitaria, in prevalenza nigeriani e non di rado profughi. La sacrosanta accoglienza va coniugata con la capacità di gestione di chi arriva».

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