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La storia di Portomaggiore si ripercorre sulla strada 

di Samuele Govoni
La storia di Portomaggiore si ripercorre sulla strada 

Un itinerario turistico spiega la vita nel territorio tra Ottocento e Novecento Monumenti distrutti e realtà ritrovate: dai palazzi sfarzosi alle bombe del ’45

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PORTOMAGGIORE. C’è una terra “sommersa” tra le vie di Portomaggiore. Una realtà passata ai più sconosciuti ma che “sgomita” per tornare allo scoperto e che, grazie al lavoro di storici, studiosi e guide turistiche, riesce a riemergere. Quelle strade che vengono attraversate quotidianamente da centinaia di persone, per lo più ignare del passato, celano in realtà una storia pressoché dimenticata. Complici i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale che distrussero parzialmente il capoluogo portuense (archivi inclusi). A dimostrare il contrario ci pensa Mariacristina Serboni, guida turistica di Portomaggiore, che ieri ha accompagnato alcuni turisti alla scoperta della “sua” terra. Da raccontare ce ne sarebbe tantissimo, si potrebbe partire dal Medioevo, dal Rinascimento e prima ancora ma l’itinerario organizzato in occasione di Primavera Slow si concentra su uno spaccato storico ben preciso: l’‘800 e il ‘900. La passeggiata parte da piazzetta ex Duomo, dove viene ricordata l’antica Collegiata, gli altari, le opere e le tombe illustri da essa contenute fino al 1820 circa. L’edificio venne poi distrutto da un bombardamento nel ‘45. Si prosegue col palazzo Municipale, gli affreschi e il restauro effettuato dalla bottega dei fratelli Medini, in sala consigliare. «Sul soffitto sono raffigurate quattro donne e ognuna rappresenta una virtù: giustizia, fortezza d’animo, temperamento e prudenza. La leggenda - spiega la Serboni - narra che le donne ritratte siano portuensi. Gli affreschi e i banchi intarsiati e decorati artigianalmente risalgono agli inizi del Novecento. A metà Ottocento, tra il ‘30 e il ‘40, molti ricchi possidenti fecero costruire palazzi eleganti, ed è per questo che possiamo parlare di “latifondisti illuminati”, poi agli inizi del ‘900 arrivarono le lotte di classe. Ci fu un breve tentativo di ritorno alla bellezza ma ormai, i venti della Prima Guerra Mondiale erano già vicini». Poi attraversare Corso Vittorio Emanuele II, la via più elegante di Portomaggiore, per scoprire tra i vari edifici, il teatro sociale della Concordia, un gioiello in “standby” che dopo gli sfarzi di un tempo, ora attende di essere restaurato e per farlo occorrono circa 5 milioni di euro. Poi altre vie, famiglie storiche di Portomaggiore, realtà documentate e altre tramandate di generazione in generazione. In piazza XX Settembre si trova l’obelisco ai Caduti, progettato dall’architetto Luigi Monticelli e realizzato con marmo bianco di Verona nel 1923. Ai nomi dei portuensi periti nel primo conflitto mondiale, vennero poi aggiunti anche i concittadini morti al fronte tra il ’40 e il ‘45. L’itinerario si conclude alla nuova Collegiata, in piazza Giovanni XXIII, dove tutti i vecchi edifici pericolanti vennero abbattuti alla fine della guerra.
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