La carezza del Papa ai parenti delle vittime delle scosse
Commozione al passaggio di Francesco e i piccoli ferraresi gli chiedono il selfie. Bruno Cavicchi: un’emozione grandissima quando ha benedetto la foto di Nicola
MIRANDOLA (MO). La carezza del Papa. Dopo 55 anni dallo storico discorso di Giovanni XXIII, che invitava i genitori a suo nome ad accarezzare i loro figli, un altro pontefice ha regalato una carezza, vera e reale ad alcuni ragazzi. È successo ieri pomeriggio a Mirandola e protagonisti sono stati anche dei piccoli ferraresi che si trovavano in visita speciale.
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Sono i parenti delle vittime del terremoto e c’era anche una delegazione di Ferrara, con persone legate a Nicola Cavicchi e Leonardo Ansaloni (morti nel crollo del capannone della Ceramica Sant’Agostino) e a Roberto Puviani (addetto alla protezione civile morto qualche mese dopo il sisma in un incidente stradale durante un’operazione di soccorso).
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«È stato un momento molto intenso - dichiara Bruno Cavicchi insieme alla moglie Romana - ha stretto la mano a tutti i parenti, quando gli abbiamo fatto vedere la foto di nostro figlio Nicola, morto a 36 anni, l’ha benedetta, confesso un’emozione fortissima. Con me c’era anche mio figlio Cristiano, sua moglie Mimma e mio nipote Alessandro. Quando il Papa si è avvicinato a noi, mio nipote gli ha chiesto un selfie e lui si è messo a disposizione con molta cordialità». Un momento bellissimo, concorda anche il Cristiano Cavicchi. «Il Santo Padre - dichiara - ci ha fatto sentire in maniera molto chiara e bella la sua vicinanza al nostro dolore e ci ha fatto molto piacere che ci ha salutato così calorosamente». Erano presenti anche la signora Gloria, vedova Ansaloni, i figli Nicolò ed Eleonora, la sorella Laura con il figlio Gabriele.
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