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L’avvocato aderisce alla rifondata dc 

Toscano: voglio morire democristiano

Toscano: voglio morire democristiano

«Una cosa è certa: io morirò democristiano!». Giuseppe Toscano sfodera un'acuta autoironia, rovesciando un celebre titolo del quotidiano “Il Manifesto” datato 1983. L'avvocato ferrarese si lancia in...

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«Una cosa è certa: io morirò democristiano!». Giuseppe Toscano sfodera un'acuta autoironia, rovesciando un celebre titolo del quotidiano “Il Manifesto” datato 1983.
L'avvocato ferrarese si lancia in una nuova, tanto quanto “vintage”, avventura politica, sempre all'insegna della Balena Bianca, pronta all'ennesima rinascita.
«Il punto è che la Democrazia cristiana non è tecnicamente morta: il consiglio nazionale in vita nel 1994, con l'ultimo segretario Martinazzoli, vige tuttora non essendosi mai autoffondato», spiega Toscano.
Forti di una sentenza della Cassazione, grazie a cui prese vita qualche anno fa una rifondazione Dc poi arenatasi per via di una serie di ricorsi giudiziari intentati da chi si disputava l'eredità del simbolo dello scudo crociato, alcuni reduci di quell'assemblea si sono riuniti un mese fa a Roma e, non senza qualche contrasto, hanno eletto nuovo segretario Gianni Fontana, ex parlamentare ed ex ministro dell'agricoltura nel primo governo Amato. Al movimento aderisce appunto anche Toscano, lunga militanza nella Dc, passato in anni più recenti anche per Forza Italia e attivo nella campagna per il No al referendum costituzionale del 4 dicembre scorso. D’altra parte in tutti questi anni, pur avendo aderito ad altre forze politiche, il pensiero di Toscano è sempre rimasto ancorato alla vecchia Democrazia cristiana.
Fabio Terminali

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