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convegno sull’ordine di malta 

Alla scoperta dei Cavalieri 

Alla scoperta dei Cavalieri 

Ferrara fu tra il 1826 e il 1834 la sede dei Cavalieri di Malta, nella palazzina attigua a Palazzo Massari e nella chiesa di San Giovanni Battista, all’epoca in via Cortevecchia. Altri edifici, come...

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Ferrara fu tra il 1826 e il 1834 la sede dei Cavalieri di Malta, nella palazzina attigua a Palazzo Massari e nella chiesa di San Giovanni Battista, all’epoca in via Cortevecchia. Altri edifici, come l’attuale parrocchia di Mizzana, ne portano i segni. Del legame storico tra la città e l’Ordine riconosciuto dal Vaticano nel 1113, ancora oggi attivo in campo sociale e umanitario, si parlerà nel corso di un convegno in programma sabato prossimo dalle ore 20.45 in Sala Estense. «Tracceremo un profilo storico, per poi soffermarci sull’attualità, di un ordine monastico-militare che ha lati avvincenti, affascinanti e anche un po’ oscuri», anticipa Riccardo Modestino, presidente dell'Associazione De Humanitate Sanctae Annae che organizza l’incontro assieme al Comune. Aprirà la serata un video di nove minuti di Carlo Magri dedicato ai novecento anni di storia dell’ordine religioso-cavalleresco; a seguire interverranno Paolo Sturla Avogadri, Gianluca Lodi, Francesco Scafuri e Fausto Braccioni, che analizzeranno le vicende legate ai Cavalieri di Malta a partire dal XII secolo, con particolare riferimento al periodo relativo alla centralità ferrarese. Saranno, inoltre, al centro delle varie relazioni alcuni pregevoli edifici ferraresi collegati ai mitici "Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni", con tante curiosità, immagini e documenti inediti. Concluderà Teodorico Nanni, che in qualità di suo componente illustrerà le attività e l'azione dell'Ordine nella realtà contemporanea. Per l’assessore ai beni monumentali, Aldo Modonesi, l’incontro «è parte del percorso che in questi anni ci ha portato alla scoperta della città, attraverso numerosi appuntamenti portati avanti dal nostro Ufficio ricerche storiche e contrassegnati dal buon riscontro del pubblico».
Fabio Terminali

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