«Dieci reparti rischiano di dipendere da altre Asl»
Appello del sindacato Anaao alle forze politiche: difendete la sanità ferrarese La Regione deve decidere quali unità operative potranno restare autonome
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Nuovo appello del sindacato medico Anaao-Assomed alle forze politiche per un intervento che difenda la permanenza nell’azienda ospedaliera delle unità operative che rischiano di perdere la direzione locale della struttura a favore di un’altra azienda sanitaria della regione pur mantenendo il servizio in provincia. La questione è nota: le disposizioni nazionali sui cosiddetti bacini di popolazione rapportano l’autonomia del servizio (cioè la direzione dello stesso da parte di un professionista che fa riferimento all’azienda sanitaria che fornisce quel servizio) al numero dei clienti potenziali del territorio. In soldoni, il reparto ha un direttore locale. In caso contrario il servizio viene aggregato dal punto di vista amministrativo ad altre unità operative (reparti) che fanno capo ad aziende sanitarie di altre province e potrebbe essere diretto e coordinato da un apicale di quelle aziende sanitarie (ad esempio dell’Asl di Bologna o del policlinico di Modena). Nelle linee di indirizzo della riorganizzazione ospedaliera approvate dall’ultima Conferenza socio-sanitaria territoriale (quella che ha evidenziato la frattura fra la maggioranza dei sindaci della provincia e alcuni colleghi del basso ferrarese) sono stati indicati i reparti che potrebbero finire nella morsa dei bacini di utenza.
«Noi riteniamo - scrivono Pierluigi Api, consigliere nazionale Anaao, e Lucio Trevisani, segretario aziendale - che le unità operative di Neurochirurgia, Neuroradiologia, Neuroriabilitazione, Radioterapia, Medicina nucleare, Endocrinologia, Reumatologia, Nefrologia, Maxillo Facciale e Chirurgia plastica vanno tutte riconfermate. Mantenere la funzione specialistica al posto dell’unità operativa-madre situata in un’altra azienda, è a nostro avviso unpalese declassamento della sanità ferrarese». Le motivazioni, prosegue il sindacato medico, «sono facilmente intuibili e vanno dagli obiettivi al personale, alle attrezzature e agli investimenti». In pratica il timore espresso dai medici è che la direzione “esterna” del reparto tenda ad indebolirlo rispetto ai servizi offerti da altre Asl o aziende ospedaliere regionali obbligando poi l’utenza a rivolgersi fuori provincia alla ricerca di un servizio più qualificato. L’obiettivo, sul quale si è impegnata anche la direzione del Sant’Anna che ha difeso in quello stesso documento il mantenimento dell’unità operativa al Sant’Anna, è di ottenere «parere favorevole dalla Regione», l’ente che sta valutando le proposte uscite dalla Conferenza sanitaria territoriale e dal piano di rientro presentato dal Sant’Anna. Se non si raggiungerà questo risultato, conclude l’Anaao, «la sanità ferrarese sarebbe destinata a dissolversi in breve tempo».(gi.ca.)
«Noi riteniamo - scrivono Pierluigi Api, consigliere nazionale Anaao, e Lucio Trevisani, segretario aziendale - che le unità operative di Neurochirurgia, Neuroradiologia, Neuroriabilitazione, Radioterapia, Medicina nucleare, Endocrinologia, Reumatologia, Nefrologia, Maxillo Facciale e Chirurgia plastica vanno tutte riconfermate. Mantenere la funzione specialistica al posto dell’unità operativa-madre situata in un’altra azienda, è a nostro avviso unpalese declassamento della sanità ferrarese». Le motivazioni, prosegue il sindacato medico, «sono facilmente intuibili e vanno dagli obiettivi al personale, alle attrezzature e agli investimenti». In pratica il timore espresso dai medici è che la direzione “esterna” del reparto tenda ad indebolirlo rispetto ai servizi offerti da altre Asl o aziende ospedaliere regionali obbligando poi l’utenza a rivolgersi fuori provincia alla ricerca di un servizio più qualificato. L’obiettivo, sul quale si è impegnata anche la direzione del Sant’Anna che ha difeso in quello stesso documento il mantenimento dell’unità operativa al Sant’Anna, è di ottenere «parere favorevole dalla Regione», l’ente che sta valutando le proposte uscite dalla Conferenza sanitaria territoriale e dal piano di rientro presentato dal Sant’Anna. Se non si raggiungerà questo risultato, conclude l’Anaao, «la sanità ferrarese sarebbe destinata a dissolversi in breve tempo».(gi.ca.)
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