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In campagna come nella tundra L’ex militare trovava rifugio qui

In campagna come nella tundra L’ex militare trovava rifugio qui

CONSANDOLO. Dove può nascondersi Igor? Quale è il suo ambiente preferito dove si sente sicuro e protetto? Per meglio capire dove si possa nascondere il Rambo che nel 2010 aggredì 4(e forse 5) persone...

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CONSANDOLO. Dove può nascondersi Igor? Quale è il suo ambiente preferito dove si sente sicuro e protetto? Per meglio capire dove si possa nascondere il Rambo che nel 2010 aggredì 4(e forse 5) persone e oggi, potrebbe essere l’autore dei fatti di Consandolo e anche di Budrio, bisogna ripartire da quel 12 novembre 2010, quando, dopo giorni e giorni di ricerche nei casolari delle campagne tra Boccaleone e Argenta, i carabinieri argentani guidati dal comandante il maresciallo Alberto Carli, irruppero nel casolare abbandonato di via Pontoni, tra Argenta e Portomaggiore. Un rudere isolato dove lui, in una stanza di 2 metri per 3, vicino ad un camino, aveva instaurato la sua base d’appoggio. Un giaciglio, qualche bottiglia, scatolette e a fianco ad una sorta di cuscino, l’accetta e un coltellaccio. Non ebbe però il tempo di reagire che venne bloccato e successivamente arrestato. Allora aveva 34 anni, robusto, addestrato a sopportare qualsiasi situazione, capace - come raccontarono gli investigatori d’allora -, persino di nascondersi nei canali gelati. Probabilmente, oggi, l’individuo ha fatto un salto di qualità nel campo della malavita ma il suo passato, probabilmente lo sta portando a occultarsi in terreni a lui congegnali. Non a caso, la mattina dopo l’uccisione del barista di Budrio, una ventina di carabinieri della compagnia di Portomaggiore, sulla scorte dell’esperienza del 2010, hanno perlustrato la zona tra Consandolo e Traghetto, un’area del vecchio Po di Primaro percorsa dalle vie Trombone e via Morgone. Un’area in parte cosparsa da un fitta di vegetazione soprattutto a ridosso del fiume Reno ma anche con diverse case abbandonate. Per di più, c’è anche un ponte sul fiume per le sole biciclette che collega la sponda bolognese a quella ferrarese. Una passerella che se anche chiusa, per l’ex militare è una bazzecola passarci sopra. La scelta di passare al setaccio le case isolate della zona, è dettata anche dall’attraversamento della ferrovia Bologna, Budrio, Consandolo. Un’ipotesi, infatti, che l’autore dei misfatti, seppur armato, si sposti con una bicicletta ma poi, sia salito sul treno per recarsi a Budrio, non era certo da scartare. In effetti, morfologia del terreno si presta sia per nascondersi nelle catapecchie coperte da vegetazione sia in casolari isolati con ampia veduta tutto attorno. Non a caso, nel 2010, il rudere di via Portoni, era stato scelto dal Rambo proprio per queste caratteristiche: isolato e protetto dalla vegetazione.
Giorgio Carnaroli

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