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Locali da ballo A Ferrara un patto per la sicurezza

Locali da ballo A Ferrara un patto per la sicurezza

Luoghi di aggregazione e divertimento dove, se non individuata e arginata per tempo, può germinare la violenza fino alle conseguenze più drammatiche. I casi di Alatri e di Brescia, con due ventenni...

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Luoghi di aggregazione e divertimento dove, se non individuata e arginata per tempo, può germinare la violenza fino alle conseguenze più drammatiche. I casi di Alatri e di Brescia, con due ventenni uccisi all’esterno di locali di intrattenimento giovanile, ripropongono il tema della sicurezza nelle discoteche e nei luoghi di aggregazione. Un tema che in passato è stato di tragica attualità anche a Ferrara, a causa di alcuni gravi fatti di cronaca; proprio la nostra provincia si propone oggi come uno dei territori all’avanguardia su questo fronte, grazie a un protocollo di intesa del Ministero degli interni che coinvolge Questura, Prefettura e i gestori dei locali da ballo, su iniziativa del Silb di Ferrara, il sindacato che rappresenta 18 locali del territorio. È il suo presidente, Michele Moretti, a fare il punto della situazione nel Ferrarese, premettendo comunque che «i locali di Alatri e Brescia non sono discoteche. Il primo è un circolo, il secondo è un locale che per ben due volte - l’anno scorso e quello precedente - era stato segnalato dal Silb in quanto privo delle necessarie autorizzazioni. Ma entrambe le segnalazioni sono cadute nel vuoto». Eccessivo assembramento di persone rispetto agli spazi disponibili, addetti alla vigilanza privi di formazione, mancanza di standard di sicurezza: questo il mix micidiale che ha contribuito alla degenerazione dei casi di Alatri e Brescia, e sono proprio questi i punti, spiega Moretti, su cui insiste il protocollo ferrarese siglato ad ottobre: «Non tutti i territori sono uguali - precisa - qui abbiamo trovato una questura e una prefettura particolarmente sensibili a queste problematiche, che includono anche il consumo di alcol (quest’ultimo inibito nelle discoteche a tutti i minori di 18 anni) e stupefacenti». Il protocollo, prosegue Moretti, impegna tutti i locali che vi hanno aderito a impiegare, in numero adeguato, solo addetti alla sicurezza (i “buttafuori”) che hanno seguito corsi di formazione e sono iscritti negli elenchi della Prefettura. I gestori si impegnano poi ad aggiornare settimanalmente la questura sulla situazione del locale, segnalando eventuali criticità. I controlli di sicurezza poi non devono essere limitati all’interno del locale, ma anche nelle pertinenze esterne e nei parcheggi. Ad aderire al protocollo sono stati tutti i locali iscritti al Silb con clientela giovane, e il “patto” sarà esteso anche ai locali dei Lidi con l’avvio della stagione estiva.

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