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Siccità ormai “ordinaria” rischiano molte colture 

Siccità ormai “ordinaria” rischiano molte colture 

Piogge in media dimezzate rispetto al 2016, è già successo tre volte in dieci anni Coldiretti: mais, bietole e frutta in pericolo. La Bonifica in soccorso a 3.500 ettari

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Piove pochissimo in questa primavera anomala, caratterizzata anche da picchi di calore quasi estivi, e nei campi è già scattato l’allarme. «Se continua così, perderemo la maggior parte della produzione del mais, una parte delle bietole e del reddito derivante dalle piante da frutto» fanno presente alla Coldiretti. E il Consorzio di Bonifica si appresta ad attivare gli impianti di irrigazione con una quindicina di giorni d’anticipo, per salvare quante più produzioni possibile anche se in questa maniera il conto per gli agricoltori si allunga.
Sono proprio i dati consortili a mettere il dito... nelle fessurazioni provocate dalla siccità. A gennaio la media di piovisità sul territorio ferrarese è stata di 8 millimetri, con punte di 17; a febbraio si sono registrati gli unici giorni piovosi dell’anno, che hanno portato la media del mese a quota 80 millimetri (punte di 120). A marzo, però, è tornato il secco spinto, visto che non si sono superati i 6 millimetri. La media del trimestre è di 100 millimetri, contro i 220 dell’anno scorso e una media degli ultimi 25 anni di 130 millimetri. Le elaborazioni dell’Arpae mettono in evidenza che la pianura ferrarese è comunque tra le zone con minore deficit idroclimatico (la differenza tra piogge ed evaporazione, calcolato sulla base delle temperature) dell’Emilia Romagna, anche se con marzo ci si è appunto avvicinati alla fascia più bassa dello schema storico delle precipitazioni. Non è nemmeno una novità assoluta, ormai, visto che il 2008 e il 2012 erano andati anche peggio, sotto questo profilo. «In effetti ci sono stati anni nei quali abbiamo iniziato la derivare addirittura a marzo - ricorda il presidente del Consorzio di bonifica, Franco Dalle Vacche - e bisogna tener conto che fortunatamente alcuni terreni, come quelli sabbiosi, hanno scorte di umidità. In ogni caso è vero che abbiamo già ricevuto richieste d’irrigazione per 3.500 ettari su 200mila, in particolare orticole, semine anticipate e trapianti, che soddisfiamo con 12 metri cubi d’acqua».
Dagli agricoltori si colgono preoccupazioni proiettate alle prossime settimane, visto che il meteo non sembra dare grandi speranze di precipitazioni “da aprile”. «Le piantine di mais faticheranno a spuntare a causa del terreni irrigiditi dalla siccità, con proiezioni di perdite produttive anche del 60-70% - spiegano alla Coldiretti - Le bietole, che un tempo non erano nemmeno una coltura irrigua, rischiano perdite del 20-30%, mentre per i frutteti c’è un doppio problema: l’essicazione dei fiori e la pezzatura dei frutti troppo scarsa rispetto alle esigenze del mercato». C’è addirittura qualche problema per il grano, che è stato seminato in autunno e in genere sfrutta l’umidità invernale, quest’anno davvero scarsa.
Per quanto riguarda il Po, la portata a Pontelagoscuro è vicina ai percentili più bassi, ai livelli del 20016 ma molto limitata rispetto agli anni precedenti. E non c’è da attendersi un gran contributo dallo scioglimento della (poca) neve scesa durante l’inverno.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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