Altri profughi a Vigarano e il sindaco insorge
Sette nuovi migranti ospitati in una casa messa a disposizione da un privato Paron: nessuna informazione. È ora che anche altri Comuni facciano la loro parte
VIGARANO MAINARDA. In paese sono arrivati altri sette migranti, alloggiati in una casa che è stata messa a disposizione da un privato. Un arrivo che porta a una trentina il numero dei richiedenti asilo presenti, ma scattano le rimostranze, accese, dell’amministrazione comunale, per le modalità con cui i profughi sono stati inviati nel territorio vigaranese, visto che di questi nuovi arrivi non è arrivata alcuna comunicazione, neppure informale, al municipio. Però la notizia dell’arrivo di altri rifugiati si è però sparsa rapidamente in paese e il sindaco, Barbara Paron si è recato sul posto per un sopralluogo, verificando l'autenticità delle voci che circolavano.
Questo ha fatto andare su tutte le furie il primo cittadino vigaranese. «Sono veramente stanca - ha spiegato Barbara Paron - perché mi aspettavo che il prefetto, cui compete il compito di sistemare questi profughi, rispettasse l'impegno di distribuirli anche in quei comuni che, finora, non hanno ancora accolto nessuno nel loro territorio. Invece, senza informarmi, sono arrivati questi ulteriori profughi. Protesto perché il prefetto continua ad inviarli solo in quei comuni, come il mio, che hanno messo in atto azioni per favorire l'integrazione».
Da qui , incalza il sindaco, la richiesta di un'equa distribuzione, tra tutti i comuni, e che venga garantito un minimo di informazione istituzionale. «Se non si rispettano i sindaci - continua la Paron - attuando una fattiva collaborazione con i territori, non si agevola certamente il processo di integrazione. Anzi si contribuisce a creare quella tensione sociale che con tanta fatica siamo finora riusciti ad evitare grazie alla disponibilità delle nostre associazioni. Ritengo scorretto che nel mio comune le presenze dei migranti siano superiori ai parametri stabiliti mentre in altri comuni non c'è nessuna presenza di profughi». Vigarano è comunque un esempio in questo campo, poiché è riuscito fin da subito ad attuare azioni per l’integrazione dei profughi. «Ci siamo riusciti grazie al nostro splendido mondo del volontariato», ricorda Paron, che però incalza: «Ora sono veramente stanca perché a tutto c'è un limite e non è più tollerabile, e accettabile, che i migranti non vengano inviati anche in quei comuni che ancora sono fermi a zero presenze. Nel contempo auspico che a livello internazionale vengano attuate norme, chiare e precise, sulla regolamentazione degli arrivi dei profughi». La protesta è forte e questa volta non sarà solo informale. (g.b.)
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