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Cercano tutti l’assassino  Con armi e mitra spianati 

Cercano tutti l’assassino  Con armi e mitra spianati 

Battute nei campi, posti di blocco e di notte visori infrarossi per stanare Igor  Prime certezze sull’omicidio di Budrio da Dna, impronte e dalle risposte del Ris 

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Mitra spianati e pistole in pugno e carabinieri coperti da giubbetti antiproiettile. Di giorno, mentre di notte le battute scattano con gli infrarossi, perchè davanti hanno un fantasma che potrebbe materializzarsi da un momento all’altro: Igor Vaclavic, il Rambo russo della bassa, che ha trasformato le campagne argentane prima nella sua casa, adesso nella tana dove nascondersi. Per tutto la giornata le ricerche si sono ripetute tra l’Argentano e il Bolognese, con posti di blocco in tutte le strade. Ma del fantasma Igor non c’è traccia.
Le indagini, invece, continuano, da parte dei carabinieri del Ris che anche ieri sono tornati per un sopralluogo nel bar-tabaccheria 'Gallò di Riccardina di Budrio, nel Bolognese, dove sabato sera è stato ucciso il titolare, Davide Fabbri, 52 anni, durante un tentativo di rapina. Obiettivo dei tecnici dell'Arma è completare le acquisizioni dei reperti, in particolare nel retrobottega, dove la vittima e il killer si erano spostati nel corso di una colluttazione, prima che venisse esploso il colpo di pistola letale. Una pistola che dalle prime analisi avrebbe sparato un proiettile calibro 9x21, forse la stesa rapinata la settimana scorsa in un agguato ad una guardia giurata a Consandolo.
Le indagini di un pool tra procura di Bologna e Ferrara, e i carabinieri delle rispettive province, compresi quelli di Argenta e Portomaggiore sotto pressione in queste ore, è già al lavoro da giorni e si è concentrato non solo su Igor il russo, visto che gli inquirenti ripetono con insistenza che vi sono diversi sospettati che, per caratteristiche fisiche e precedenti criminali, possono essere associati al delitto di Budrio.
Al momento la pista di Igor il russo non è l'unica, perché gli elementi in mano agli inquirenti sono troppo pochi, per ora, per imboccare con certezza una sola pista. E come confermano dalla procura bolognese, il fascicolo aperto per omicidio è ancora «contro ignoti». Al momento vi sono pochi riscontri, ma le ipotesi portano tutte dritto a Igor il russo. E lo cercano, in tutte le campagne, con battute nei casolari abbandonati, dove lui addestrato a vivere in condizioni proibitive, potrebbe nascondersi, avere la sua “tana”.
I riscontri non ci sono, ma sono da cercare tutti nelle prossime ore con gli esami in corso. Sembra escluso per il momento che il proiettile sia rimasto nel corpo, anche se risposte definitive si avranno dai medici legali al lavoro da ieri pomeriggio nell’autopsia. Sono in corso poi le analisi di alcuni frammenti del fucile imbracciato dall'assassino e poi sfilato da Fabbri, che era riuscito a percuotere il rapinatore con l'arma, prima di essere ucciso dal colpo sparato a bruciapelo con la pistola. Gli investigatori sperano di trovare impronte digitali, raffrontabili con quelle in banca dati, anche se pare che l'assassino avesse i guanti. Slitta invece a domani l'esito dell'esame dei Ris sulle tracce di sangue all'esterno del locale.
L'analisi dovrà prima di tutto escludere che sia sangue del barista, nella speranza di avere poi un profilo di Dna compatibile con qualcuno in archivio. E quello di Igor? Non dovrebbe essere disponibile, visto chenon si conosce con esattezza se vi sia in una possibile banca dati di extracomunitari: sarebbe da escludere, visto che lui è da oltre 10 anni in Italia, e in carcere solo da poco tempo viene prelevato il Dna a tutti gli arrestati.

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