Delitto Tartari Oggi in appello l’ex della banda
Si apre oggi a Bologna il processo d’appello per omicidio di Pier Luigi Tartari. Ma solo per la posizione di Ivan Pajdek, il capo della banda dei tre poi condannati per la morte del pensionato di...
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Si apre oggi a Bologna il processo d’appello per omicidio di Pier Luigi Tartari. Ma solo per la posizione di Ivan Pajdek, il capo della banda dei tre poi condannati per la morte del pensionato di Aguscello (Patrik Ruszo e Constantin Fiti hanno incassato l’ergastolo).
Pajdek invece dovrà fare i conti con la pena di 30 anni di carcere (pena inflitta con giudizio abbreviato) per avere
ucciso con crudeltà Tartari, averlo aggredito e rapinato in casa ad Aguscello e poi abbandonato e "incaprettato" nel tugurio di Fondo Reno dove lo trovarono dopo tre settimane. Il conto della giustizia, per Ivan Pajdek, ritenuto il "capo" della banda che ha ucciso si riaprirà oggi davanti alla Corte d’appello di Bologna, dove il suo legale, Daniele Borgia, tenterà quantomeno una revisione della condanna, anche alla luce della collaborazione che ha dato agli inquirenti, dopo la fuga in Slovacchia, l’arresto e durante il processo. Davanti ai giudici d’appello, però, la parte civile che rappresenta la famiglia Tartari - l’avvocato Eugenio Gallerani - giocherà anche una nuova carta: gli atti della richiesta di rinvio a giudizio (udienza 13 luglio) contro Ivan Paidek, Patrik Ruszo e Igor Vaclavic, per le rapine messe a segno l’estate 2015, prima dell’omicidio Tartari. Senza la presenza di Constantin Fiti.
Rapine per cui, come riferito in questi gironi, Igor Vaclavic ha sul conto un ordine di cattura: se dovesse essere fermato in questi giorni perchè sospettato della rapina di Consandolo e e dell’omicidio di Budrio, gli inquirenti potranno come escamotage - in assenza al momento di riscontri sulla sua responsabilità - fermarlo per le rapine ferraresi.
Il processo si annuncia molto veloce: i giudici hanno fissato udienza oggi e domani. Ma secondo gli addetti già nel pomeriggio potrebbe esservi sentenza.
Pajdek invece dovrà fare i conti con la pena di 30 anni di carcere (pena inflitta con giudizio abbreviato) per avere
ucciso con crudeltà Tartari, averlo aggredito e rapinato in casa ad Aguscello e poi abbandonato e "incaprettato" nel tugurio di Fondo Reno dove lo trovarono dopo tre settimane. Il conto della giustizia, per Ivan Pajdek, ritenuto il "capo" della banda che ha ucciso si riaprirà oggi davanti alla Corte d’appello di Bologna, dove il suo legale, Daniele Borgia, tenterà quantomeno una revisione della condanna, anche alla luce della collaborazione che ha dato agli inquirenti, dopo la fuga in Slovacchia, l’arresto e durante il processo. Davanti ai giudici d’appello, però, la parte civile che rappresenta la famiglia Tartari - l’avvocato Eugenio Gallerani - giocherà anche una nuova carta: gli atti della richiesta di rinvio a giudizio (udienza 13 luglio) contro Ivan Paidek, Patrik Ruszo e Igor Vaclavic, per le rapine messe a segno l’estate 2015, prima dell’omicidio Tartari. Senza la presenza di Constantin Fiti.
Rapine per cui, come riferito in questi gironi, Igor Vaclavic ha sul conto un ordine di cattura: se dovesse essere fermato in questi giorni perchè sospettato della rapina di Consandolo e e dell’omicidio di Budrio, gli inquirenti potranno come escamotage - in assenza al momento di riscontri sulla sua responsabilità - fermarlo per le rapine ferraresi.
Il processo si annuncia molto veloce: i giudici hanno fissato udienza oggi e domani. Ma secondo gli addetti già nel pomeriggio potrebbe esservi sentenza.
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