corporeno
La Bce spiega il suo nuovo assetto
La decisione di accedere alla Ccb verrà illustrata in assemblea
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«Il Cda ha deciso di aderire al Gruppo trentino di Cassa Centrale Banca (Ccb), perché in grado di offrire maggiori garanzie per gli stakeholder della banca, ovvero soci e dipendenti». Resa obbligatoria dalla legge di riforma del Credito Cooperativo varata dal Governo Renzi, a rendere nota la scelta compiuta da Banca Centro Emilia con sede a Corporeno, sono il direttore generale Giovanni Govoni e il presidente Giuseppe Accorsi. La decisione presa da Bce, assieme alla presentazione del bilancio, verrà spiegata ai soci, convocati per l’assemblea ordinaria l'11 maggio a Casumaro. Un percorso di trasformazione delle Bcc, che sarà completato e prenderà il via dal 1° gennaio 2018. Ma ciò che interessa a Banca Centro Emilia, riferisce il presidente Giuseppe Accorsi, è “consolidare la propria presenza nel territorio per dare una prospettiva concreta ai propri soci e clienti, premiandone la fiducia costante. Abbiamo tutta l’intenzione di lavorare come sempre, per mantenere autonoma questa banca, perché si sviluppi nelle potenzialità e colga le opportunità. In sostanza, Bce non modificherà la propria identità: rimarrà a tutti gli effetti la banca di questo territorio”.
«Dopo aver sperato e lavorato - dicono - , affinché si arrivasse alla creazione di un unico Gruppo Bancario Cooperativo – spiega Govoni –, il 20 dicembre la speranza è naufragata quando Federcasse ha preso atto dell’impossibilità di dar vita ad un unico Gruppo Bancario Cooperativo. Quindi, il peso della decisione si è spostato sulle singole Bcc. Una scelta gravosa per una banca ibrida come la nostra, che si avvale sia di Iccrea per il credito al consumo che della trentina Cassa Centrale per il sistema informativo e per la erogazione di prodotti e servizi assicurativi e di risparmio gestito». Di fronte a questa esigenza, è stato avviato «un lungo percorso decisionale passato dalla valutazione del Comitato di direzione, all’affidamento di una diligence ad una società terza compartecipata da Bcc, da cui è emersa la decisione del cda avvenuta all’unanimità lo scorso 15 marzo. «Il consiglio - afferma ancora Govoni - ha agito nel pieno interesse della banca, dei suoi soci, del territorio e dei dipendenti, prendendo in considerazione valutazioni, in seno al Comitato di Direzione, per quanto riguarda la qualità del sistema informativo, del sistema direzionale, dei prodotti e dei servizi». Alla fine del percorso, il cdA ha deciso di aderire al Gruppo di Cassa Centrale Banca (CCB), perché «in grado di offrire maggiori garanzie per soci e dipendenti. (be.ba.)
«Dopo aver sperato e lavorato - dicono - , affinché si arrivasse alla creazione di un unico Gruppo Bancario Cooperativo – spiega Govoni –, il 20 dicembre la speranza è naufragata quando Federcasse ha preso atto dell’impossibilità di dar vita ad un unico Gruppo Bancario Cooperativo. Quindi, il peso della decisione si è spostato sulle singole Bcc. Una scelta gravosa per una banca ibrida come la nostra, che si avvale sia di Iccrea per il credito al consumo che della trentina Cassa Centrale per il sistema informativo e per la erogazione di prodotti e servizi assicurativi e di risparmio gestito». Di fronte a questa esigenza, è stato avviato «un lungo percorso decisionale passato dalla valutazione del Comitato di direzione, all’affidamento di una diligence ad una società terza compartecipata da Bcc, da cui è emersa la decisione del cda avvenuta all’unanimità lo scorso 15 marzo. «Il consiglio - afferma ancora Govoni - ha agito nel pieno interesse della banca, dei suoi soci, del territorio e dei dipendenti, prendendo in considerazione valutazioni, in seno al Comitato di Direzione, per quanto riguarda la qualità del sistema informativo, del sistema direzionale, dei prodotti e dei servizi». Alla fine del percorso, il cdA ha deciso di aderire al Gruppo di Cassa Centrale Banca (CCB), perché «in grado di offrire maggiori garanzie per soci e dipendenti. (be.ba.)
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