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’Ndrangheta della frutta Verifiche anche a Ferrara 

di Marcello Pulidori
’Ndrangheta della frutta Verifiche anche a Ferrara 

Smantellato l’impero di Marcello Pesce con filiali fantasma all’ombra del Castello In Calabria in manette dodici persone che hanno aiutato la latitanza del boss

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Dodici arresti in Calabria e una scia di controlli sulle attività di trasporto dell’ortofrutta legate alla ‘ndrangheta che è arrivata anche a Ferrara. È il bilancio della operazione che ha permesso di individuare e smantellare la rete di protezione che ha garantito la lunga latitanza del boss Marcello Pesce e di sequestrare un patrimonio di oltre dieci milioni di euro tra aziende e immobili. È proprio seguendo la pista delle aziende, in particolare la Trans-Log di Armeli Rosario e l’azienda agricola Le Tre Stagioni Srl di Morillo, che i poliziotti sono arrivati a Ferrara. Sono calabresi, ma entrambe risultano avere una filiale ferrarese. Almeno sulla carta, poiché gli agenti della questura che hanno partecipato al blitz di ieri mattina verificando le attività in riva al Po non avrebbero trovato nulla di attivo: le articolazioni ferraresi non sarebbero più in funzione, ma gli accertamenti proseguono per capire con quali agganci tali aziende siano sbarcate da queste parti.
In Calabria sono stati anche ricostruiti gli interessi del gruppo che, nel suo complesso, erano variegati e si estendevano dal monopolio forzoso del settore del trasporto delle merci su gomma di prodotti ortofrutticoli per conto terzi, alle intestazioni fittizie di beni, fino al traffico di droga. I nomi sono stati vagliati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, la Dda, la stessa che ha emesso l’ordine di fermo di indiziato di delitto (la denominazione tecnica) nei confronti di elementi di vertice, affiliati e prestanome, della potente cosca Pesce. Si tratta di personaggi ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, illecita concorrenza con minaccia o violenza, intestazione fittizia di beni, favoreggiamento personale nei confronti del boss (quando era latitante) Marcello Pesce, nonché traffico e cessione di droga. Si tratta di Rocco Pesce, Savino Pesce, Antonino Pesce, Filippo Scordino, Bruno Stilo, Carmelo Garruzzo, Michelangelo Raso, Rosario Armeli, Michelino Mangiaruga, Giosafatte Giuseppe Elia, Consolato Salvatore Coppola, e Antonio Cimato.
L’indagine, che getta un’ombra inquietante dovuta alla possibile infiltrazione delle cosche nella provincia di Ferrara, è stata eseguita dalla Squadra Mobile della questura di Reggio Calabria e del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, e alla esecuzione di una parte delle perquisizioni hanno collaborato le Squadre Mobili delle questure di Ferrara e Forlì-Cesena. L’attività investigativa per risalire al nucleo operativo della cosca si è avvalsa inoltre di particolari telecamere e di strumenti d’avanguardia che hanno permesso di controllare il territorio e, soprattutto, gli spostamenti degli affiliati al clan. Particolare finale e assolutamente curioso sta nel nome della Operazione, come detto ribattezzata Operazione Recherche in quanto lo stesso Marcello Pesce è stato arrestato l’1 dicembre scorso mentre leggeva testi di Proust (La Recherche, appunto) e di Sartre.
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